La Nato arruola il primo team “ibrido” per difendere il Montenegro da minacce cyber

Un contingente misto, specializzato anche in difesa da attacchi hacker, malware e fake news, monitorerà il paese da incursioni russe durante la campagna elettorale

Hacker viola uno smartphone (Getty Images)

La Nato ha allestito in Montenegro la sua prima squadra contro la guerra “ibrida”, ossia che usa strategie convenzionali e cyber, con lo scopo di fronteggiare le incursioni russe nell’area.

Con il termine guerra ibrida si riferisce a una strategia militare che, oltre a quelle fisiche, sfrutta tutte quelle digitali: dagli attacchi cyber alla diffusione di malware fino alle fake news sui social network.

Per fronteggiare questo nuovo tipo di guerra il presidente del Comitato militare della Nato, il maresciallo sir Stuart Peach, ha annunciato la formazione della prima squadra anti-ibrida Nato affermando che “è stato schierato nel nostro stato alleato, il Montenegro, con l’obiettivo di contribuire a rafforzare le capacità del Montenegro e scoraggiare le sfide ibride”.

La guerra ibrida è in costante aumento grazie anche a una continua evoluzione tecnologica che sfrutta sempre di più il potenziale di internet per i suoi scopi facendo di conseguenza aumentare le risorse, finanziarie e non, impiegate in questo tipo di guerra. “I dati della Nato  mostrano un aumento del 4,6% nel 2019. Questo è il quinto anno consecutivo di crescita. Entro la fine di quest’anno, gli alleati avranno investito oltre 130 miliardi di dollari”, spiega il maresciallo Peach.

La squadra della Nato ha visitato il Montenegro già a novembre 2019, poiché gli esperti temono che la Russia possa tentare di influenzare le elezioni parlamentari che si terranno ad ottobre 2020.

Come riportato da Security Affairs, gli esperti di cybersecurity si aspettano una nuova ondata di attacchi informatici, dopo quelle avvenute nel 2017 pochi mesi prima dall’ingresso del Montenegro nell’alleanza atlantica. Secondo i ricercatori di FireEye, gli attacchi massicci e prolungati verso i siti web del governo e dei media potrebbero essere attribuibili al gruppo hacker Apt28 collegato alla Russia e conosciuto anche con i nomi di Fancy Bear, Pawn Storm, Strontium, Sofacy, Sednit e Tsar Team.

Fonte : Wired