Guerra civile, Rajapaksa ammette: i 20mila scomparsi sono morti

Il conflitto trentennale ha provocato circa 100mila morti. Si spengono le speranze di migliaia di famiglie che attendevano il ritorno dei parenti. Sarà possibile compilare i certificati di decesso per avere accesso alle proprietà dei dispersi.

Colombo (AsiaNews/Agenzie) – Le oltre 20mila persone scomparse durante la guerra civile, in maggioranza tamil, sono “morte”: lo ammette per la prima volta Gotabaya Rajapaksa, da poco eletto presidente dello Sri Lanka. Suo fratello Mahinda, a capo del governo che nel 2009 ha sconfitto i ribelli delle Tigri Tamil e posto fine allo spargimento di sangue che durava da quasi 30 anni, lo aveva sempre negato.

L’ammissione risale a ieri, durante un incontro tra Gotabaya e Hanaa Singer, coordinatrice delle Nazioni Unite a Colombo. L’ufficio del capo dello Stato riferisce inoltre che a breve sarà possibile compilare i certificati di decesso degli scomparsi. In questo modo si spengono le speranze di rivedere vivi i propri cari da parte di migliaia di famiglie che da anni attendono di conoscere la loro sorte. Con i certificati, esse potranno accedere alle proprietà, ai conti bancari e alle eredità dei dispersi.

Il conflitto civile srilankese, iniziato nel 1983, è stato combattuto da militari dell’esercito e ribelli delle Tigri. Questi ultimi sognavano di creare uno Stato indipendente nelle aree a maggioranza etnica tamil, nel nord e nell’est dell’isola, dal nome di Tamil Eelam. In totale, si calcola che i morti siano stati almeno 100mila.

Secondo i gruppi che difendono i diritti umani, le atrocità sono state commesse da entrambe le parti – militari e ribelli. Il governo dell’ex dittatore Mahinda ha sempre negato ogni responsabilità sulle vittime e le persone scomparse, ma un rapporto dell’Onu conferma gli abusi e i crimini di guerra. Sotto pressione internazionale, nel 2017 l’ex presidente Maithripala Sirisena ha creato un organismo d’indagine indipendente, l’Ufficio per le persone scomparse, che non ha mai prodotto risultati.

Fonte : Asia