Virus in Cina simile alla Sars, tutto quello che sappiamo

Aumentano i casi di contagio del “misterioso” virus simile alla Sars, che ha fatto la propria comparsa nella città cinese di Wuhan, nell’Hubei, lo scorso 24 dicembre. Ad oggi, 21 gennaio, è salito a quattro il numero delle vittime in Cina, l’ultima delle quali, secondo quanto annunciato dalle autorità sanitarie del Paese sarebbe un 89enne, deceduto nell’epicentro del contagio, dopo aver accusato difficoltà respiratorie.
Durante il weekend scorso è triplicato il numero di casi, secondo le stime della Commissione sanitaria di Wuhan le persone infette sarebbero 291, la maggior parte delle quali residente a Wuhan.
Secondo quanto comunicato dalle autorità sanitarie della città in un post sul popolare social network cinese Weibo, ci sarebbero anche 15 casi di contagio tra i membri dello staff ospedaliero della città, di cui uno in condizioni critiche, e un ulteriore sedicesimo caso sospetto.

L’epidemia ha varcato i confini della Cina

Le autorità cinesi hanno riferito casi di contagio anche a Pechino, Shangai e Shenzhen.
L’epidemia negli ultimi giorni ha varcato i confini della Cina: sono stati segnalati contagi in Giappone e in Thailandia e dall’Australia arriva la notizia di un caso sospetto su un uomo appena rientrato proprio dalla Cina. Inoltre, la Corea del Sud il 20 gennaio ha confermato il primo caso di contagio: una donna trentacinquenne, attualmente in isolamento presso una struttura sanitaria in Seul, che avrebbe contratto il virus “misterioso” nel focolaio del contagio prima di raggiungere in volo la Corea del Sud.
Alcuni ricercatori del Regno Unito ipotizzano che il numero di contagi potrebbe essere sensibilmente maggiore rispetto a quanto emerso finora: stando alle loro stime, vista la comparsa del virus in altri Paesi, le persone infette potrebbero essere circa 1700.

Oms convoca Comitato emergenza

Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), che negli scorsi giorni aveva dichiarato di essere pronta a fornire supporto tecnico alla Cina per indagare e rispondere a questo focolaio, ha convocato il Comitato d’emergenza, che si riunirà il 22 gennaio a Ginevra per accertare se il focolaio di casi “rappresenti un’emergenza di salute pubblica di livello internazionale e quali raccomandazioni dovrebbero essere fatte per fronteggiarla”.

La causa sarebbe un nuovo coronavirus

Il mistero focolaio di polmonite, come concordano gli esperti, sarebbe causato da un nuovo tipo di coronavirus, un microorganismo che appartiene alla famiglia dei virus che hanno causato le epidemie di Sars e Mers.
Il nuovo virus è stato identificato da un team di scienziati cinesi tramite l’analisi di campioni di fluido polmonare, sangue e tamponi faringei, prelevati da un solo paziente.

Possibile trasmissione del virus tra persone

Zhong Nanshan, esperto della Commissione della salute pubblica del governo cinese, sostiene, come ipotizzato anche da Gianni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’isa, che il virus possa essersi trasmesso da persona a persona.
“Le nostre conoscenze sul virus sono in rapida evoluzione ed è necessaria cautela sulle future previsioni”, ha dichiarato Rezza. “Al momento non possiamo escludere la possibilità che il virus arrivi pure nell’Unione europea o in Italia; l’importante è identificare e isolare i casi”.
Come ha ricordato Maga, “i coronavirus nell’ospite umano hanno dimostrato un potenziale patogeno rilevante, con tassi di mortalità tra il 10 e il 30 per cento, considerando che l’influenza ha una mortalità inferiore all’1 per cento”.
L’esperto aggiunge che “i fattori coinvolti sono molteplici: cambiamenti climatici che modificano l’habitat dei vettori animali di questi virus, l’intrusione umana in un numero di ecosistemi vergini sempre maggiore, la sovrappopolazione, la frequenza e rapidita’ di spostamenti delle persone”.

L’origine del nuovo coranovirus: le ipotesi

Il nuovo coranovirus secondo gli esperti avrebbe avuto origine in un mercato animale, come spesso accade per questo genere di infezioni.
“I coronavirus sono ospiti abituali di molti mammiferi, quali gatti, cani, suini, dromedari e pipistrelli. Ma anche di specie avicole domestiche come polli e tacchini”, ha spiegato Giovanni Maga, direttore del laboratorio di Virologia Molecolare dell’Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche di Pavia. “È ancora vivo il ricordo dell’epidemia di Sars, che si è originata sempre in Cina e che nel 2003 ha colpito diverse migliaia di persone, diffondendosi grazie agli spostamenti in aereo in diverse regioni del mondo e causando circa 800 vittime”.
Nonostante non sia ancora nota l’origine del nuovo coronavirus, Maga ipotizza che potrebbe provenire da qualche specie animale che vive a stretto contatto con l’uomo: “I mercati di carne animale sono luoghi affollati in cui si hanno
molteplici occasioni di contatto diretto tra uomo e animale infetto (vivo o morto che sia)”.

“Virus misterioso

“Virus misterioso


Fonte : Sky Tg24