Neonata morta dopo il parto, arrestata la madre. “Ferite compatibili con percosse”

Una neonata morta per delle ferite al capo compatibili con “percosse”. La madre, una 29enne di Roma con origini svedesi, fermata sabato mattina per tentato omicidio e ora accusata e arrestata per infanticidio. 

Sospetti terribili e fasi drammatiche che circondando una storia finita in tragedia nel quartiere residenziale di Giardino di Roma, tra Vitinia e Casal Bernocchi, a poca distanza dalla popolare zona di Acilia, e sulla quale carabinieri di Ostia e Procura lavorano per far luce coordinati dal pm Maria Monteleone mentre L.L., queste le iniziali della 29enne, si trova ai domiciliari nella sua abitazione alla periferia sud-ovest di Roma.

Tutto ha inizio intorno alle 5 del mattino di sabato 18 gennaio. A chiamare il Numero Unico per l’Emergenze è una donna di 78 anni svedese, mamma della 29enne. 

Racconterà ai soccorritori prima e ai carabinieri poi di aver trovato la figlia in stanza, in lacrime, con la neonata vicino, avvolta in un asciugamano.

L’arrivo del 118 è rapido così come la corsa disperata al Bambin Gesù con la piccola appena nata fin da subito in condizioni disperate, a causa delle ecchimosi riportate e delle ferite al cranio

Ai carabinieri di Ostia intervenuti la 29enne (portata poi al Sant’Eugenio per le cure post partum) ha raccontato di non sapere di essere incinta e che la neonata si fosse ferita cadendole dalle braccia dopo il parto avvenuto in casa.

Una versione, quella dell’incidente, che non ha convinto gli inquirenti fin da subito, per diversi motivi. A partire dalle ferite che, nel tardo pomeriggio di sabato, dopo il primo esame medico si diranno “compatibili con percosse“. Versione questa condivisa anche dai militari dell’Arma e dalla Procura tanto che, dopo le 22 del 18 gennaio e al termine dei rilievi, la 29enne ancora ricoverata viene sottoposta a fermo per tentato infanticidio. 

Nel pomeriggio di lunedì 20 gennaio, la tragica notizia. La neonata muore all’ospedale Bambin Gesù. I tentativi di salvarle la vita sono durati oltre 48ore. La mamma, dimessa, è stata quindi riportata a casa agli arresti domiciliari con l’accusa di infanticidio. 

In queste ore le indagini sono proseguite e continueranno. In particolare viene valutato con attenzione il possibile ruolo avuto dalla mamma della 29enne nelle fasi precedenti e successive alla nascita.

Non solo. La ragazza ha un fidanzato (non presente al momento del parto), lavori saltuari e “non appare in una situazione di disagio sociale”. Pure lui ha un ruolo nella storia?

Anche ieri, ai militari, la giovane ha ripetuto di non sapere di essere incinta e che, dopo il parto “inaspettato”, la bimba le sia caduta sul pavimento sbattendo la testa. 

Come sia stato (eventualmente) possibile ignorare la gravidanza, resta sicuramente uno degli aspetti da accertare. 

Gli ulteriori accertamenti medici sul corpo della bambina diranno di più anche in questo senso. Così come eventuali esami medici prima del parto faranno capire se la 29enne fosse o meno consapevole di essere incinta. Mentre dall’esame autoptico si capirà la genesi di quelle ferite al cranio.

Elementi che aiuteranno i carabinieri di Ostia a capire se le ferite possano essere state causate da una manovra sbagliata durante il parto in casa, oppure se la piccola si stata colpita dopo la nascita. Una ipotesi al momento non scartata.

Fonte : Roma Today