Sanremo: Amadeus sessista? La verità dietro conferenza stampa e Festival

Antonella Clerici, Amadeus e Diletta Leotta (foto Lapresse)

Mentre il Festival di Sanremo 2020 si avvicina sempre più, continuano imperterrite le polemiche sulla conferenza stampa di presentazione della kermesse, conferenza nella quale il conduttore Amadeus si è lasciato andare a dichiarazioni giudicate “sessiste” riguardo alle donne che lo affiancheranno via via sul palco dell’Ariston. Dichiarazioni che hanno scatenato una ridda di commenti indignati, inviti più o meno insistenti al boicottaggio dell’evento, fatwe, anatemi su presentatore, Rai, direttrice uscente di Rai1 e così via.

Nessuno ha sottolineato, tuttavia, come – quasi contemporaneamente a quella conferenza stampa – stesse accadendo qualcosa di non esattamente trascurabile in casa Rai, ovvero la “defenestrazione” della direttrice dell’Ammiraglia Teresa De Santis, sostituita con Stefano Coletta (ex direttore di Rai3).

Un avvicendamento annunciato da mesi e mesi, ma sempre rinviato di cda in cda tra proclami di sanguinosi repulisti e successivi nulla di fatto, in una estenuante e perpetua goccia cinese che – come scrivemmo già dall’ottobre 2019 – ha finito per tenere appesi a un filo due reti (Rai1 e Rai3) e due professionisti. Stefano Coletta, che  da settembre ha diretto Rai3 pensando a Rai1, e Teresa De Santis, data fin da fine estate per morta e quindi di fatto ufficiosamente esautorata. Tornando alla conferenza stampa incriminata, la De Santis stava proprio preparando la valigia per Sanremo – come abbiamo scritto qui (clicca per leggere) – quando ha ricevuto la telefonata dell’Ad Salini che la convocava per comunicarle l’allontanamento. 

Mentre si giocavano le sorti della direttrice (che lo aveva scelto per la conduzione), Amadeus si è dunque trovato di fronte al fuoco di fila delle domande dei giornalisti completamente solo e praticamente allo sbando. Non essendo un retore né un filosofo, non ha saputo dar voce al suo pensiero che era riassumibile con un motto: Cherchez la femme. Dietro un grand’uomo c’è sempre una grande donna. Parole tutt’altro che sessiste le quali, pronunciate farraginosamente, sono parse il trionfo della misoginia e dello sciovinismo maschile. E avrebbe potuto, oltretutto, un “sessista” scegliere al suo fianco un personaggio come Rula Jebreal? Per giunta la concomitante “cacciata” di un direttore a poche settimane dall’inizio del Festival non ha certo aiutato lo svolgimento della conferenza, gettando un’ombra funesta sul futuro della kermesse. 

Kermesse la cui organizzazione, fin dalla caduta del governo giallo-verde la scorsa estate, è partita parallelamente alla delegittimazione ufficiosa della responsabile di Rai1, la quale si è vista progressivamente sfilare le redini dell’evento a vantaggio dell’Ad e dell’agente Lucio Presta. Tanto da opporsi categoricamente – qualche settimana fa – alle accuse di aver scelto (e poi censurato) Rula Jebreal. Non proprio corretto, dunque, attribuire alla direttrice uscente le defaillance di Amadeus in conferenza stampa, nonché eventuali scelte improvvide nel cast. Dopo averla resa una “dead woman walking” fin dall’estate scorsa dandola per “fuori dai giochi” e quindi priva di voce in capitolo per un Festival previsto per il febbraio dell’anno successivo, è ovvio che Teresa De Santis con questo Sanremo ha ben poco a che spartire, se non per la scelta del conduttore. Sarebbe stata, in quanto donna di potere, presenza tuttavia utile ed emblematica nella conferenza stampa di cui sopra… ma anche quella le è stata tolta. 

Fonte : Affari Italiani