Il taxi spaziale è pronto: Crew Dragon di SpaceX ha superato il test di emergenza

La Crew Dragon di Space X è riuscita a completare con successo il volo per testare il sistema di emergenza. Un grande risultato che potrebbe permettere alla navicella di volare con un equipaggio nel giro di poche settimane

(foto: Paul Hennessy/NurPhoto via Getty Images)

Completato con successo l’ultimo test previsto prima di poter portare un equipaggio nello Spazio. A riferirlo è l’agenzia californiana SpaceX di Elon Musk, secondo cui la capsula Crew Dragon, il taxi spaziale destinato al trasporto di persone nello Spazio, ha effettuato perfettamente la manovra di emergenza (senza per ora nessuno a bordo): il test, condotto al Kennedy Space Center, prevedeva infatti il volo del razzo Falcon 9 interrotto appositamente solo 80 secondi dopo il decollo, momento in cui la navicella ha acceso i suoi motori di emergenza per staccarsi dal razzo difettoso e ricadere, in tutta sicurezza, nell’oceano Atlantico, a largo della costa della Florida.

SpaceX aveva promesso che la manovra di emergenza sarebbe stata davvero spettacolare, e così è stato. Il test condotto il 19 gennaio alle 16:30 (ora italiana), infatti, ha visto la navicella Crew Dragon accendere i suoi motori e separarsi dal razzo Falcon sottostante, che nel frattempo aveva perso la stabilità aerodinamica, per poi esplodere in un’enorme palla di fuoco. Ma a quel punto, la capsula era già ben lontana, continuando a salire verso il cielo grazie ai suoi potenti propulsori. Poco dopo ha dispiegato i suoi quattro paracadute, mentre cadeva sulla Terra, esattamente a circa 30 chilometri dalle coste della Florida. Un test durato poco più di 9 minuti ed eseguito alla perfezione.

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Quest’ultima prova, quindi, rappresenta una pietra miliare necessaria affinché la Nasa possa certificare e autorizzare Space X per il trasporto degli astronauti alla Stazione spaziale internazionale (Iss) entro la fine dell’anno. Per la Nasa, infatti, sarebbe la prima missione con equipaggio dal 2011 a poter partire dal suolo americano, ossia da quando è terminato il programma dello Space Shuttle. Ricordiamo, infatti, che gli astronauti dell’Agenzia spaziale americana sono dovuti salire a bordo della navicella russa Soyuz per poter raggiungere la Iss. La stessa che a ottobre del 2018, dopo un problema tecnico ai motori, ha effettuato un atterraggio di emergenza per portare in salvo i due astronauti a bordo, Alexey Ovchinin e Nick Hague.

La Nasa ha già selezionato i due astronauti Doug Hurley e Bob Behnken che effettueranno il primo volo con la Crew Dragon. Ma mentre Elon Musk ha affermato che la loro capsula potrebbe essere pronta a volare prima di luglio, l’amministratore della Nasa Jim Bridenstine ha riferito alla Bbc che la partenza di Hurley e Behnken potrebbe dipendere da quanto tempo l’agenzia americana voglia che i due astronauti rimangano in orbita. “Vogliamo che il primo equipaggio stia per una breve durata o un tempo più lungo?” commenta Bridenstine. “Se sarà una durata più lunga, allora servirà più tempo per l’addestramento dei nostri astronauti, in modo tale da renderli effettivamente preparati a svolgere i compiti sulla Stazione spaziale internazionale”.

Fonte : Wired