La figlia disabile non può giocare a Zelda, il papà realizza un controller speciale

Di videogiochi e disabilità si parla sempre più spesso. Sia da un punto di vista contenutistico, perché tra le grandi produzioni non è più così raro trovare personaggi virtuali ben caratterizzati afflitti da una disabilità, sia essa fisica o cerebrale. Sia soprattutto da un punto di vista legato ai videogiocatori disabili, che adesso, grazie alla progressione tecnologia e alla crescita di sensibilità all’interno della game industry, possono giocare con più facilità ai loro titoli preferiti, sentendosi eroi invincibili. Tra le aziende più attive in questo discorso vi è Microsoft, che nel 2018 ha immesso sul mercato l‘Xbox Adaptive Controller, un pad di gioco con un design accessibile per i giocatori che soffrono di disabilità. L’iniziativa ha dato un forte segnale all’industria, perché finalmente si è riusciti a coinvolgere maggiormente una categoria di fruitori prima quasi del tutto abbandonata.

I progressi di questi ultimi anni, per quanto positivi, non sono tuttavia sufficienti. Lo dimostra la storia toccante di Rory Steel, papà che ha usato il proprio ingegno per adattare Xbox Adaptive Controller a Nintendo Switch, così da consentire alla figlia disabile di giocare a The Legend of Zelda: Breath of the Wild in compagnia degli amici. Si tratta di un’operazione difficile, perché lo speciale controller di Microsoft è supportato principalmente dalle console o dalle piattaforme dell’azienda di Redmond. Nel caso di altri dispositivi, il supporto non è immediato. Eppure Rory Steel, spinto dal desiderio di rendere felice la figlia, ha comprato delle parti aggiuntive su Ebay, così da adattare il controller a Nintendo Switch e rendere The Legend of Zelda: Breath of the Wild accessibile a tutti. L’impresa è stata riportata dallo stesso Steel tramite post su Twitter, che culmina con il sorriso sincero e felice della bambina che finalmente può mettere le mani sull’agognato gioco.

Una storia toccante e a lieto fine, ma che allo stesso tempo dimostra la necessità di crescita di sensibilità e attenzione tra i colossi del videogioco, affinché ci sia un supporto adeguato e universale a una categoria di videogiocatori costretta ad affrontare difficoltà quotidiane, anche quando si tratta di vivere avventure in mondi fantastici nei panni di un eroe o di un’eroina.

Fonte : Fanpage