Cia e Nsa stanno proteggendo Trump dall’impeachment?

A poche ore dall’inizio dell’impeachment al Senato, c’è chi fra i democratici sostiene che l’intelligence americana abbia dei documenti utili al processo, ma non ancora svelati per paura di possibili ritorsioni da parte del presidente

(foto: Getty images)

Domani 21 gennaio al Senato americano comincerà l’esame dei capi d’accusa nella procedura di impeachment nei confronti del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che sono già stati votati dalla Camera. Il tycoon è accusato di abuso di potere e ostruzione al Congresso nel complesso caso che riguarda l’Ucraina, scaturito sua telefonata al presidente Volodymyr Zelensky dello scorso luglio, nella quale gli ha fatto perché aprisse un’indagine contro Joe Biden, suo avversario politico. È altamente probabile che al senato, dove c’è una salda maggioranza repubblicana, la proposta di impeachment – la terza in tutta la storia americana dopo Andrew Johnson e Bill Clinton
– verrà respinta.

Ad ogni modo, il processo si è formalmente aperto tre giorni fa, aggiornando, di fatto, la seduta per la giornata di martedì. Il procedimento – considerato anche lo sfondo delle primarie democratiche e dell’avvio verso la campagna elettorale per le elezioni Usa 2020 – sarà un campo di battaglia fra democratici e repubblicani. I primi infatti invitano il Senato a rimuovere Trump dal suo ruolo per “proteggere la sicurezza nazionale”. E i democratici stanno cercando di aumentare le loro richieste volte a rintracciare ulteriori testimonianze e documenti chiave che si potrebbero aggiungere alle prove già voluminose contro di lui.

Secondo quanto scrive il New York Times, alcuni democratici puntano il dito alla Cia – l’agenzia federale di spionaggio che guarda all’estero – e alla Nsa, ovvero National Security Agency, un organismo governativo che si occupa di sicurezza interna nordamericana. In particolare, Adam B. Schiff, il presidente del comitato di intelligence della Camera, ha dichiarato di essere preoccupato per il fatto che Cia e Nsa starebbero nascondendo informazioni sull’Ucraina per paura di irritare il presidente. Schiff ha parlato di “documenti potenzialmente rilevanti che i senatori potrebbero voler vedere durante il processo”. Una situazione preoccupante, a suo dire: Schiff incolpa soprattutto l’Nsa, ma afferma che “ci sono segnali che anche la Cia possa essere sulla stessa strada”.

Anche Politico, pubblicando un rapporto, ha riportato quanto detto da alcuni fonti anonime dell’intelligence. In particolare le agenzie avrebbero agito per far pressione sui comitati di intelligence di Camera e Senato al fine di eliminare la parte pubblica di un briefing annuale sulle minacce alla sicurezza mondiale, dopo che la scorsa sessione Trump aveva accusato di incompetenza l’intelligence in merito ad alcune valutazioni su Iran e Corea del Nord. Questo testimonierebbe i timori delle agenzie nei confronti del presidente. In un altro articolo, viene citata invece un fonte del comitato di intelligence che afferma: “Nsa e Cia hanno promesso di cooperare, ma adesso appare chiaro che la Casa Bianca è intervenuta prima che i documenti potessero essere svelati”. Non è ancora chiaro di quali documenti si parli e in merito a quale parte della complessa vicenda che ha portato alla messa in stato d’accusa del presidente.

Intanto, come riporta Associated Press, fonti dell’intelligence americana affermano di stare lavorando per rispondere alle richieste del comitato, e quindi fornire tutte le informazioni necessarie al processo. A dirlo è Amanda Schoch, assistente del direttore dell’intelligence nazionale per le comunicazioni strategiche. “La comunità dell’intelligence sta lavorando in buona fede” – ha detto Schoch – “insieme al comitato permanente sull’intelligence della camera per rispondere alle richieste su una vasta gamma di argomenti e continuerà a farlo”.

Fonte : Wired