“Truffato dai miei datori di lavoro, da tre anni vivo al freddo e senza corrente: aiutatemi”

Riceviamo e pubblichiamo la storia di un nostro lettore:

“Spettabile Fanpage, mi chiamo Elio e ho deciso di scrivervi per presentarvi la mia storia. Chiedo il vostro intervento perché ho assoluto bisogno di aiuto prima che sia troppo tardi.

Nel 2016 da agosto a ottobre ho lavorato per conto di una orchestra di liscio come fotografo e videomaker, che è stata la causa della mia rovina sotto tutti i punti di vista. Li ho conosciuti per puro caso a una sagra di paese nel mese di agosto e, come mio solito, in certe occasioni ho sempre con me la mia attrezzatura fotografica per procacciarmi lavoro e clientela. Durante la serata ho scattato molte foto all’orchestra che, vedendomi così impegnato e con attrezzatura professionale, a fine serata mi ha chiesto di visionare le foto, che io ho mostrato con orgoglio e certo di un loro interessamento. Senza battere ciglio, dopo pochi scatti visionati direttamente dalla macchina fotografica, mi viene chiesto di seguirli anche nel corso di un’altra serata la settimana seguente. Senza pensarci, accetto.

Tornando a casa ho pianto di gioia perché ero certo di aver trovato un cliente affidabile e duraturo (ero disoccupato dal 2009 dopo la chiusura dell’emittente televisiva per cui lavoravo da 10 anni) e di certo non mi immaginavo nemmeno lontanamente a cosa stavo andando incontro. La settimana seguente vado all’appuntamento con l’orchestra e faccio del mio meglio. Anche in quell’occasione, scatta il secondo invito: diventare socio dell’orchestra assunto regolarmente con tanto di stipendio e dividendi a fine anno.  A ottobre, improvvisamente e senza motivi apparenti, il lavoro cala e vengo chiamato solo per 4 serate nei primi giorni del mese, poi il silenzio totale. Cerco di mettermi in contatto ma nessuno mi risponde più né al telefono né alle mail e così mi sale il panico.

Prendo contatto con un avvocato che mi suggerisce di mandare prima una raccomandata con ricevuta di ritorno per chiedere i soldi prima di poter procedere con eventuali azioni legali. Alla raccomandata non ricevo risposta e, a quel punto, il legale contatta il mio datore di lavoro A.C. per cercare di risolvere in modo stragiudiziale la questione ma anche lei non ottiene risposte al che decido di partire con la causa per truffa che viene presentata in tribunale il 17 gennaio 2017. Dopo circa 2 anni e mille problemi, il mio avvocato il 10 maggio 2019 mi scrive un messaggio di tre parole che mi hanno gelato il sangue in corpo: “Pavia ha archiviato”. Il processo per la truffa da me subita era stato archiviato per insufficienza di prove. A quel punto io mi sentivo morire!

Io da ottobre del 2016 ad oggi ho accumulato debiti con tutti i fornitori di utenze di casa per migliaia di euro e sono senza gas, senza acqua corrente, senza riscaldamento. Ho passato gli ultimi due inverni al freddo con temperature di 2° C in casa e con l’acqua che si gela nei tubi, lo scorso inverno (2018) ho avuto un principio di congelamento alle dita dei piedi. Da maggio di quest’anno, quando mi è stato rimosso il contatore del gas, non posso più cucinare e mangio solo cibi crudi e freddi o scaldati al microonde e mi appresto al terzo inverno al gelo sperando e lottando per non morire di freddo.

Attualmente ho il reddito di cittadinanza di 273,42 € che uso per pagare la corrente e fare un po di spesa ma la mia salute fisica e mentale è fortemente a rischio perché dopo tre anni di inferno in terra ne sono stufo e spesso sono depresso e disgustato della vita e delle persone che mi hanno messo in queste condizioni.

Nessuno dei miei vicini di casa sa nulla di quello che sto passando da tre anni a questa parte perché quando mi sono trasferito qui nel 2014 ero una persona normale con una vita sociale normale, un conto in banca e voglia di vivere nella mia nuova casa. Dal 2016 vivo da eremita cercando di far credere che sia tutto come prima ma non rivelando mai il mio dramma interiore; sono certo che se chiedessi aiuto lo riceverei moltiplicato per 10 ma poi mi sentirei in colpa e in debito e mi vergognerei ancora di più nel fami vedere in giro e così mi chiudo in me stesso e in casa per giorni interi e vivo il mio dolore in solitaria”.

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Fonte : Fanpage