Blue Monday, quello che dovete sapere sulla bufala del giorno più triste dell’anno

Il “lunedì più nero dell’anno” è una vecchia trovata pubblicitaria del 2005, quando un giovane psicologo fu pagato per firmare uno studio privo di basi scientifiche. Eppure la bufala continua a sopravvivere su molti giornali

(foto: Getty Images)

Anche nel 2019 torna a spopolare in rete la vecchia storia del Blue Monday, una bufala di durata ultra-decennale secondo cui un lunedì di gennaio sarebbe il giorno più triste dell’anno. Non occorre uno studio scientifico per capire che gennaio non è di solito il mese più felice e che il rientro al lavoro del lunedì porta spesso con sé ansie e preoccupazioni. Ma da qui ad affermare che esiste una base matematica per stabilire che un giorno in particolare sia per chiunque – e ovunque – il peggiore di tutti, ce ne passa. Abbiamo raccolto alcune delle principali cose che sarebbe bene conoscere prima di lasciarsi andare a un immotivato sconforto nel cosiddetto lunedì più nero dell’anno.

1. Perché il Blue Monday del 2017 è il 16 gennaio

Secondo alcuni, perché è il risultato di una complicata equazione matematica (priva di alcun fondamento scientifico). Secondo altri, semplicemente, perché il 16 è il terzo lunedì del mese di gennaio. Su alcuni siti di astrologia e pseudo-psicologia si legge che in certi anni il Blue Monday sarebbe da anticipare al secondo lunedì del mese o da posticipare al quarto, ma in quasi tutti i casi la data più papabile è il terzo lunedì di gennaio. Per il 2018 il giorno fatidico sarà il 15 gennaio, di nuovo il terzo lunedì.

2. Come è nata la bufala del Blue Monday

Da una campagna pubblicitaria. Era l’inizio del 2005 quando la compagnia di viaggi Sky Travel decise di promuovere un’iniziativa per convincere i propri clienti che la loro eventuale tristezza aveva un fondamento scientifico, e che per questo la si poteva combattere con una bella vacanza. Il Blue Monday comparve per la prima volta all’interno di un comunicato stampa aziendale, e inspiegabilmente venne subito ripreso da molte testate giornalistiche come se si trattasse di un serio studio scientifico.

3. Qual è la formula del Blue Monday

Anzitutto non ne esiste una unica, infatti la stessa Sky Travel ne pubblico due versioni diverse in occasione dei comunicati stampa diramati nel 2005 e nel 2009.

Le due formule da utilizzare per il calcolo del Blue MondayLe due formule da utilizzare per il calcolo del Blue Monday

Al di là del fatto che le due formule forniscono risultati diversi, è interessante notare quali sono le grandezze che entrano nel calcolo. Nella seconda versione, per esempio, vengono citate le condizioni meteorologiche (W), l’ammontare dei debiti (D), il salario mensile (d), il tempo che ci separa dal Natale (T) , il tempo trascorso da quando ci siamo resi conto che i buoni propositi di inizio anno sono falliti (Q), il livello di motivazione (M) e la nostra risoluzione nell’agire (Na). In altre versioni si fa riferimento al tempo speso in attività ricreative, a riposarsi, a dormire, a svolgere attività stressanti o a preparare i bagagli.

La formula è assurda, perché non specifica quali unità di misura occorrano utilizzare per ciascun parametro, oltre al fatto che ci sono grandezze non quantificabili (come il clima) o che non tengono conto delle differenze tra aree geografiche diverse (di nuovo il clima) o tra le varie culture (il Natale non ha la stessa rilevanza in tutti i Paesi).

4. Chi ha inventato l’equazione del Blue Monday

Tutte le fonti concordano nell’attribuire la paternità delle formule allo psicologo Cliff Arnall, inizialmente presentato come esponente del Centre for Lifelong Learning e per questo affiliato all’università di Cardiff. In realtà l’università ha da tempo preso le distanze da Arnall, e nel corso degli anni è emerso come la formula originale fosse stata elaborata dall’agenzia di pubbliche relazioni londinese Porter Novelli, la quale era riuscita a ottenere la sottoscrizione di alcune persone esterne all’azienda attraverso il pagamento di un compenso.

5. Arnall ha ammesso di essere stato comprato

Lo stesso Arnall ha confessato, a distanza di qualche anno, di essere stato contattato da un’agenzia che era alla ricerca di uno scienziato disposto a mettere la propria firma su uno studio con le conclusioni già scritte e del tutto privo di fondamento. Fu proprio Arnall ad ammettere di aver accettato l’offerta mentre stava lavorando come tutor per gli studenti universitari, mentre tutti gli altri colleghi della stessa università rifiutarono di aderire a questa messinscena. Poco dopo Arnall creò anche una formula per calcolare il giorno più felice dell’anno, sotto pagamento dell’azienda di gelati Wall’s, racimolando in tutto appena 1.650 sterline.

6. La motivazione economica dietro al Blue Monday

In seguito al calo di prenotazioni subito successivo alle feste di Natale e Capodanno, era necessario trovare un motivo per invogliare le persone a viaggiare. La tristezza e la monotonia sembravano i sentimenti perfetti da suscitare per generare nella mente dei potenziali clienti la voglia di mettersi in viaggio. E, nei piani della Sky Travel, il Blue Monday era il modo migliore per convincerli che era il momento perfetto per sentirti tristi. In realtà ci fu un piccolo studio subito prima della presentazione del Blue Monday, ma fu commissionato con il solo scopo di capire quali fossero le migliori condizioni per rendere le persone propense a prenotare una vacanza.

7. Che cosa ne pensa la comunità scientifica

Per farla breve, che è una boiata. Volendo essere più dettagliati, le equazioni utilizzate sono completamente antiscientifiche, matematicamente assurde e prive di qualsiasi prova a supporto. Se esistono dei fattori quantitativi che possono aiutare a stimare la felicità o la tristezza di un popolo – magari di natura socialeeconomica e psicologica – è difficile che possano essere inseriti in una semplice formula algebrica e certamente non sono quelli considerati dalle varie equazioni del Blue Monday.

8. Il Blue Monday è stato riciclato da altre aziende

La campagna pubblicitaria della Sky Travel è ormai da tempo conclusa ma, visto il successo (immeritato) dell’iniziativa, molte altre aziende hanno promosso la vendita di beni e servizi rilanciando la stessa bufala. Oggi si potrebbe dire che il Blue Monday è diventato il protagonista di molte campagne pubblicitarie che puntano a vendere prodotti nel periodo subito successivo alle vacanze natalizie.

Col tempo sono cambiate anche le (false) motivazioni scientifiche alla base del lunedì nero: non più formule matematiche a priori, ma analisi a posteriori delle parole tristi utilizzate dalle persone dapprima su Twitter e poi sui social in generale. Recentemente anche avvocati, aziende che vendono superalcolici e pure acqua in bottiglia hanno deciso di promuovere il Blue Monday come scusa per convincere i consumatori e i clienti a combattere uno sconforto auto-indotto. Peccato che per la depressione, quella vera, non sia certo sufficiente né prenotare una vacanza né tanto meno bere un buon drink.

9. Esiste anche la bufala opposta, l’Happiest Day

Ugualmente folle è anche la previsione per il giorno più felice dell’anno, che secondo le stesse formule insensate cadrebbe nel mese di giugno. Probabilmente la paternità dell’attuale formula è da attribuire al solito Cliff Arnall, ma la versione felice dello studio non ha mai ottenuto un grande successo. Per qualche motivo imprecisato la data si trova sempre nel periodo del solstizio d’estate, si dice tra il 21 e il 24 giugno. L’informazione è sicurissima, proviene dalle stesse fidatissime fonti.

Fonte : Wired