La “quarta mafia” del Foggiano che ha lanciato la sfida allo Stato

ANDREAS SOLARO / AFP 

Federico Cafiero de Raho

La “quarta mafia”, operante nel Foggiano, ha “aperto una vera e propria sfida allo Stato”, come dimostrano gli episodi più recenti, ma “come Cosa Nostra si è indebolita dopo aver ingaggiato la sua sfida allo Stato, altrettanto avverrà in questo caso, perché si è compreso che si tratta di una mafia da debellare. Dallo Stato c’è una linea aggressiva che darà i propri frutti”. Così il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Federico Cafiero de Raho, analizza con l’AGI la situazione che emerge a Foggia e nella sua provincia.

“In passato – rileva – nello stesso territorio ci sono state situazioni simili, analoghe, a quella odierna, ma si è scambiata l’operatività di una mafia sanguinaria e feroce con semplici contrapposizioni tra bande criminali e si è ritenuto il fenomeno non così allarmante, a differenza di quanto si sta facendo oggi: ora l’attenzione è cresciuta molto, e quello che si sta facendo è quello che ci vuole”.

Il capo della Dna, in particolare, sottolinea con favore l’invio di altre forze dell’ordine, come disposto dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, e osserva che “chi è incaricato di operare in quei territori è particolarmente esperto nell’ambito del contrasto alla criminalità organizzata”: anche le iniziative della società civile, “con cittadini che chiedono una repressione forte da parte dello Stato”, sono “importanti – afferma de Raho – per tenere viva l’attenzione”.

Della ‘quarta mafia’, ricorda il magistrato, “si parla ormai da almeno quattro anni”: si tratta di una “mafia feroce, aggressiva e violenta, che usa le armi non solo per piegare le vittime di estorsione per pagare il pizzo, ma anche per contrastare gli altri clan sul territorio”. A differenza delle altre mafie, “non utilizza la strategia dell’inabissamento, ma la violenza feroce”: “La vittima – dice de Raho – deve non solo essere uccisa, ma scomparire dal ricordo della gente, e questo spiega come, nei casi di omicidio, si riscontrino vari colpi inferti al volto”.

Fonte : Agi