Scoperta la prima cometa del 2020: osservato il suo tuffo nel Sole

Il 2020 astronomico si è aperto con la scoperta di una cometa, colta proprio durante un’affascinante corsa verso il Sole. A rilevarla è stato l’osservatorio solare Soho (Solar and Heliospheric Observatory), gestito in collaborazione dalla Nasa e dall’Agenzia Spaziale Europea. L’oggetto celeste ripreso dallo strumento fa parte della famiglia delle comete radenti di Kreutz note anche come “sungrazer”, termine inglese che si riferisce alla caratteristica orbita che porta questi corpi a passare estremamente vicini al Sole, tanto da terminare la propria corsa vaporizzandosi, come accaduto all’ultima cometa scoperta.

Le comete di Kreutz che “muoiono” nel Sole

L’avvistamento della prima cometa del 2020 è stato annunciato su Twitter da Karl Battams, che gestisce il progetto Nasa Sungrazing Comets al Naval Research Laboratory di Washington. L’esperta ha pubblicato un breve video che mostra il tuffo nel Sole del corpo celeste, spiegando a spaceweather.com che “in realtà è piuttosto strano che Soho abbia impiegato 13 giorni per trovare una cometa. Si tratta del periodo più lungo senza una scoperta trascorso dall’inizio dell’anno dal 2008”. Le comete radenti di Kreutz fanno parte di una famiglia composta dai resti di un’enorme cometa che, secoli fa, si frammentò dando vita a tanti piccoli pezzi. Proprio in virtù della loro dimensione ridotta, nessuno di questi corpi celesti riesce solitamente a restare intatto dopo aver raggiunto il perielio, andando incontro a un’evaporazione. Queste comete sono state ribattezzate con il nome di Heinrich Kreutz, che a fine ‘800 riuscì a dimostrare l’origine comune ai membri di questo gruppo.

Comete scoperte dai cittadini

Il corpo celeste da cui hanno origine le comete radenti di Kreutz si sarebbe diviso in centinaia di frammenti: per questo per l’osservatorio Soho è particolarmente comune avvistare uno di questi oggetti, tanto che dall’entrata in servizio del 1995 sono state 3900 le comete osservate. Le scoperte, tuttavia, avvengono nel 95% dei casi per merito dei cittadini, che possono analizzare le immagini dell’osservatorio solare direttamente da casa propria, contribuendo così a segnalare gli avvistamenti. 

Fonte : Sky Tg24