Nomine Rai, l’Ad Salini sistema i Tg: Orfeo, Paterniti e Di Bella in pole

Chiuse le Nomine Rai relative alle reti e alle direzioni “orizzontali”, l’Ad Fabrizio Salini è più che mai galvanizzato e pronto a sciogliere i nodi più spinosi. Parliamo delle direzioni dei notiziari principali con tutto ciò che comporta politicamente, tra veti e contro-veti imposti dai partiti di maggioranza e opposizione.

A dispetto di ogni previsione, l’Ad negli ultimi tempi tacciato di essere poco coraggioso ha invece “osato”  audacemente cambiare il direttore di Rai1, sostituendo Teresa De Santis con Stefano Coletta, in piena corsa verso Sanremo anziché attendere la chiusura del Festival – autentico spartiacque di tutto ciò che riguarda la Rai – come tutti si sarebbero aspettati.

Salini è anche tornato a indossare i panni di “caterpillar” (abbandonati negli ultimi mesi) ed è andato avanti per la sua strada appellandosi ai suoi pieni poteri (lui sì) e infischiandosene delle convergenze non unanimi su alcuni nomi scelti per le direzioni. E ora sta aspettando l’esito delle elezioni regionali in Emilia-Romagna per chiudere finalmente anche la partita dei Tg.

Mario Orfeo, lo spauracchio dei grillini, dovrebbe infine approdare al Tg3 e Salini ha in mente un’idea brillante per far ingoiare il rospo ai pentastellati (straziati, dilaniati, lacerati internamente e timorosi della conferma delle Urne sui loro consensi ormai esangui). Il colpo di genio di Salini è quello di piazzare Giuseppina Paterniti (pupilla del M5s, apprezzatissima da Bruxelles e dal Quirinale e attuale direttrice del Tg3) al Tg1, spostando l’attuale detentore della carica Giuseppe Carboni (in quota grillina) a RaiNews come sostanzioso contentino e lasciando Gennaro Sangiuliano alle redini del Tg2. Da RaiNews partirebbe invece Antonio Di Bella per approdare sulla prestigiosa poltrona di direttorissimo degli Approfondimenti. Tutti nomi, per inciso, fatti in anteprima da noi di affaritaliani fin dal settembre scorso.

Un puzzle sopraffino i cui tasselli andrebbero a combaciare alla perfezione mettendo a tacere rimostranze, ultimatum, aut aut e accontentando più o meno tutte le forze politiche, renziani compresi. Ora si tratta solo di attendere il verdetto elettorale del 26 gennaio prossimo che inciderà ampiamente sul futuro del piano industriale dell’Ad Salini, il cui recente sussulto di audacia potrebbe riservare grandi sorprese. 

Fonte : Affari Italiani