Salme rubate, nascoste o abbandonate nel cimitero: arrestato il gestore di pompe funebri

Il gestore di un’agenzia di pompe funebri del palermitano è stato arrestato per occultamento di cadavere e per una serie di altri reati connessi, tra cui falsificazione di certificati di morte. Secondo le accuse, in due diverse occasioni P.R., 25enne palermitano, avrebbe rubato e nascosto per mesi le salme di due donne, morte per cause naturali.

Come ricostruiscono Riccardo Campolo e Carola Catalano su PalermoToday, dalle indagini è emerso che l’uomo, dopo il decesso nel marzo 2018 di una donna originaria della Svizzera ma da anni residente a Palermo, ne avrebbe nascosto il cadavere – destinato per volontà dei familiari alla cremazione – in attesa di produrre i documenti falsi necessari per attestarne la morte. La salma della donna era poi ricomparsa nei vialetti del cimitero di Santa Maria dei Rotoli all’inizio di settembre 2018, per mettere a tacere le continue richieste dei familiari che avevano minacciato P.R. di denunciare tutto alla polizia qualora avesse perso altro tempo prima di procedere alla cremazione.

L’indagine partita in seguito a questo episodio e coordinata dalla Procura ha consentito di raccogliere una serie di elementi che hanno accertato il modus operandi dell’indagato, dalle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza del cimitero ai dati presenti nel suo cellulare fino alle testimonianze di persone informate sui fatti. È emerso così il collegamento con un’altra indagine svolta nel frattempo dagli agenti della polizia municipale sull’occultamento del cadavere di un’altra anziana, morta nell’aprile 2018. In quel caso, il 25enne avrebbe prelevato di forza e prepotenza direttamente dalla camera mortuaria dell’ospedale Cervello la salma di una paziente deceduta poco prima e, dopo tre giorni nel corso dei quali aveva occultato il cadavere in un luogo sconosciuto, l’avrebbe trasportata fin dentro il cimitero dei Rotoli senza essere in possesso delle prescritte autorizzazioni alla sepoltura e producendo false autorizzazioni al trasporto della salma ed al seppellimento. In quest’ultima fase sarebbero state compiute violenze e minacce nei confronti di un funzionario dei servizi cimiteriali del comune di Palermo.

Il 25enne si trova ora ai domiciliari. Dietro il suo comportamento ci sarebbe stata l’esigenza di incassare denaro per le attività della sua agenzia che dal 2016 non avrebbe avuto più le autorizzazioni necessarie per lavorare. Da qui la necessità di temporeggiare, stando a quanto emerso dalle indagini, per falsificare i documenti necessari per le conseguenti attività burocratiche. A dicembre scorso il 25enne era stato condannato a 1 anno e 4 mesi al termine del processo di primo grado nato dopo l’operazione dei carabinieri “Tabula rasa” dell’anno precedente. Il blitz era servito a sgominare una banda che si occupava delle rapine ai carichi di sigarette.

Fonte : Today