Quando Roma faceva paura alla Coca Cola con un otto

In via Costantino Morin apriva i battenti nel 1927 lo stabilimento della Società Romana Acque Gassose, un edificio oggi sostituito da un alto palazzo residenziale, che fu la culla romana della più famosa delle bibite, la Coca-Cola. Qui giungevano i carri, alcuni ancora trainati da cavalli, con i fusti contenenti il prezioso concentrato la cui ricetta, anche allora, era segretissima.

Il processo di gassificazione e imbottigliamento dava vita alle singolari bottigliette, poi distribuite in tutta la città. Negli stessi stabilimenti entrò in produzione, anni più tardi, anche l’altro cavallo di battaglia della Coca-Cola Company, l’aranciata Fanta. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale e il coinvolgimento degli Stati Uniti contro l’asse Roma-Berlino, la Coca-Cola fu bandita nel nostro Paese.

L’embargo perdurò fino al 1944, anno in cui le forze alleate entrarono a Roma ponendo fine alle attività belliche in città. Il mercato delle bibite gassate del dopoguerra era appena decollato, e molte società romane entrarono in concorrenza con l’azienda americana.

Una di queste era la Neri, nata a Roma in quegli anni per la produzione prima di Gassosa e poi di Chinotto, Lemoncedro e Aranciosa, vera e propria concorrente dell’aranciata San Pellegrino. Quella rivalità echeggia ancora oggi negli slogan pubblicitari che un tempo recitavano: “Non è chinotto se non c’è l’8” o “Non bevete qualcosa, bevete aranciosa”. I successi commerciali della Neri portarono ad aprire uno stabilimento tra Sutri e Capranica, oggi chiuso, per l’imbottigliamento di acqua minerale; la Mineral Neri purtroppo non riuscì a imporsi nel mercato delle acque minerali, a quel tempo troppo giovane. Approfittando dello sfortunato investimento della Neri, la Coca-Cola entrò nel mercato italiano con la Fanta che riuscì in breve tempo a conquistare quel mercato una volta occupato dall’Aranciosa.

L’antica concorrenza tra Neri e Coca-Cola ha avuto un recente sussulto nel marzo del 2013, quando alcuni dipendenti della Coca-Cola a rischio licenziamento hanno protestato al Pantheon regalando lattine di Chinotto Neri, uno sgarbo simbolico all’antica concorrenza. La Neri era proprietaria anche di una nota squadra di calcio cittadina che ne portava il nome, nel 1952 arrivò a disputare il campionato di serie C. 

La tradizione di bere acque dalle proprietà minerali affonda le radici nella Roma imperiale. A quel tempo gli acquedotti garantivano acqua potabile dalle caratteristiche di gusto e effervescenza più diverse. Eredi di quella tradizione sono le aziende Appia e Egeria, che già nei primi anni del secolo scorso producevano acqua minerale di altissima qualità. Entrambe le aziende entrarono nel mercato delle bibite gassate con una novità tutta romana, la Spuma, prodotta in due versioni, la bianca e la nera, delizia di un’intera generazione e oggi timidamente tornate nei bar e sugli scaffali dei negozi.

Da Roma perduta e dimenticata libro di Claudio Colaiacomo

Fonte : Roma Today