Slipknot, Corey Taylor: “Le piattaforme streaming derubano gli artisti, lo dirò fino alla morte. Aveva ragione Lars…”

Oggi la vita dei musicisti non è semplice: sono sempre più basse le vendite dei dischi in formato “fisico”, perché ormai quasi tutti ascoltano la musica in streaming. Questo sistema, però, non fa guadagnare agli artisti quanto la vendita dei dischi. A sostenerlo è Corey Taylor che, in un’intervista per Irish Times, ha detto la sua su questo argomento, senza nascondere la sua rabbia.

Sopravvivere con le royalties delle vendite in streaming sarebbe possibile se questo sistema fosse impostato in modo diverso – ha dichiarato il cantante degli Slipknot – così com’è adesso vieni pagato meno di qualche centesimo. Negli Stati Uniti nel 2018 è passata la nuova legge, il Music Modernization Act, contro la quale è stato però presentato ricorso. Spero venga cancellato. Se le piattaforme di streaming online pagassero di più delle radio per i passaggi dei brani, allora ci si potrebbe campare – ha continuato – alcuni miei amici hanno dovuto ritirarsi dalle scene, pur avendo band molto popolari, perché non riuscivano a sopravvivere così”.

Per le band di fascia media o di fascia ancora più bassa è davvero dura – ha aggiunto – si guadagna quasi di più a suonare nei locali, fai più soldi così che realizzando un album. Le etichette discografiche non corrono gli stessi rischi ma si prendono la stragrande maggioranza dei soldi per il modo in cui il sistema è impostato adesso. Finché gli artisti non verranno pagati nel modo giusto, sarà una battaglia costante. Avevo capito che sarebbe andata così già diversi anni fa. Io non ho alcun problema con lo streaming – ha puntualizzato per poi concludere – Ho un problema con il modo in cui queste piattaforme di streaming derubano gli artisti e lo dirò fino alla morte”.

Come probabilmente anche tanti altri musicisti, Corey Taylor è molto amareggiato per questa situazione che danneggia gli artisti e non ha esitato a rivelare quanto guadagnano gli Slipknot con lo streaming: “YouTube è quello che paga meno – ha detto – un milione di visualizzazioni su YouTube vale lo 0,04% di un centesimo. Su un milione di visualizzazioni guadagni 400 dollari e sto solo facendo dei calcoli a mente. Le persone non possono vivere di questo e sono davvero tante quelle che viaggiano su questi numeri. La maggior parte di questi soldi tra l’altro va all’etichetta discografica – ha sottolineato – le piattaforme di streaming non hanno voglia di pagare i talenti che hanno composto le canzoni e la musica, mentre loro siedono su miliardi di dollari. Stanno comprando interi edifici eppure non vogliono pagare la gente che ha lavorato per far guadagnare loro. È assurdo. È dura per tutti in molti modi. Le cose devono cambiare ma non so cosa potrebbe accadere”.

Secondo Corey Taylor i Metallica hanno fatto bene, anni fa, a denunciare Napster, il famoso programma di file sharing, perché quello secondo lui fu l’inizio della fine per gli artisti: “L’uso della tecnologia ormai è fuori controllo – ha concluso il leader degli Slipknot – non ci sono controlli né equilibri”.

Fonte : Virgin Radio