Blocco del traffico, Raggi tira dritto: “Stop ai diesel è per tutela della salute pubblica”

“Sto vedendo molte polemiche e richieste relative a queste misure di stop ai diesel. Evidentemente il nostro primo obiettivo è quello della tutela della salute pubblica” ha detto la sindaca Virginia Raggi in merito alle polemiche di questi giorni sul blocco del traffico allargato anche alle auto diesel euro 5 ed euro 6. “Ci stiamo muovendo nell’ambito di quello che prevede la legge, siamo costantemente in attesa dei dati” ha commentato a margine di un evento in Campidoglio. 

Le misurazioni di Arpa: lo smog aumenta

Le ultime rilevazioni però, quelle della giornata ieri raccolte da Arpa Lazio nella apposite postazioni di misurazioni del livello di inquinanti nell’aria dicono che lo smog in città, al netto dei blocchi, è aumentato. La scelta quindi di stoppare anche le auto diesel euro 5 ed euro 6, che tanto sta facendo discutere, non sembrerebbe avere avuto effetti sostanziali. In attesa di capire se il Campidoglio deciderà di proseguire con il blocco anche per la giornata di domani venerdì 17 gennaio e per quella di sabato 18, le critiche non si fermano. L’ultima arriva dalla Cna di Roma, la Confederazione dell’artigianato e delle piccole e medie imprese. 

La polemica: “Raggi ha tradito patto con cittadinanza”

“Tre giorni di stop solo per i mezzi diesel nella Fascia Verde, mentre quelli a benzina da Euro 4 in poi possono circolare liberamente. Così il Comune di Roma ha pensato di risolvere il problema dell’eccessiva concentrazione di polveri sottili nell’atmosfera cittadina” scrive l’associazione di categoria in una nota stampa.

“In questo modo viene meno il patto di fiducia tra la Pubblica Amministrazione e la cittadinanza. Infatti, è particolarmente grave che questo provvedimento sia stato preso a pochi mesi di distanza dall’adozione di una norma che vieta l’accesso in città a tutti i veicoli diesel fino a Euro 3, obbligando gli imprenditori a sostenere costi per decine di migliaia di euro, senza incentivo alcuno e senza specificare che in caso di emergenza i diesel Euro 6 sarebbero stati comunque penalizzati”.

E ancora: “Gli artigiani, i commercianti e gli imprenditori si sentono quindi traditi dall’Amministrazione Capitolina che sembra non tenere conto di loro. Il Comune ha stabilito che l’Euro 6 fosse la conditio sine qua non per poter svolgere l’attività economica all’interno dell’Anello Ferroviario, salvo poi bandire solo i veicoli diesel dalla possibilità di circolare”.
 

Fonte : Roma Today