Così una scuola discrimina gli alunni: “In un plesso l’alta borghesia, nell’altro il ceto basso”

In un plesso il “ceto medio-alto”, nell’altro gli alunni “di estrazione sociale medio-bassa”. Poi i figli “dell’alta borghesia”, insieme a quelli di badanti e colf. L’istituto comprensivo di via Trionfale 7333, a Roma, si presenta sul sito internet specificando le differenze di ceto sociale dei suoi alunni, e scatenando una bufera di polemiche tale da costringere la dirigenza a modificare subito il testo.  

L’istituto in questione è diviso in quattro plessi, tra i municipi XIV e XV. Da qui la distinzione, nell’illustrare le diverse sedi, in fasce socio-culturali. “La sede di via Trionfale e il plesso di via Taverna accolgono alunni appartenenti a famiglie del ceto medio-alto, mentre il plesso di via Assarotti, situato nel cuore del quartiere popolare di Monte Mario, accoglie alunni di estrazione sociale medio-bassa e conta, tra gli iscritti, il maggior numero di alunni con cittadinanza non italiana”.

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E poi ancora “il plesso sulla via Cortina d’Ampezzo si spiega nella presentazione – accoglie prevalentemente alunni appartenenti a famiglie dell’alta borghesia assieme ai figli dei lavoratori dipendenti occupati presso queste famiglie (colf, badanti, autisti, e simili)”. A condannare la descrizione marcatamente classista fornita dall’istituto, la neo ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. 

“La scuola dovrebbe sempre operare per favorire l’inclusione – scrive su Facebook – descrivere e pubblicare la propria popolazione scolastica per censo non ha senso. Mi auguro che l’istituto romano di cui ci racconta oggi Leggo possa dare motivate ragioni di questa scelta. Che comunque non condivido”.

Come precisato nell’incipit dell’articolo, il testo incriminato è stato cancellato nel pomeriggio. Ecco la nuova versione.

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Fonte : Roma Today