Ambulanze, passo indietro sull’assegnazione alle onlus: stop affidamenti esterni entro tre anni

La procedura per selezionare enti e associazioni di volontariato emessa da Ares 118 per coprire parte del servizio di soccorso nel Lazio è stata ritirata. La decisione è arrivata ieri al termine di un incontro tra i vertici regionali e i sindacati che avevano sollevato una serie di criticità in merito agli effetti che avrebbe avuto la procedura approvata il 30 dicembre 2019 dall’Azienda regionale per l’emergenza sanitaria. Obiettivo: la selezione di onlus a cui affidare per tre anni al “costo massimo rimborsabile” di poco meno di 42milioni di euro all’anno il servizio, in vista della scadenza, già avvenuta o prevista per le prossime settimane, dell’affidamento dei 116 lotti che al momento sono in capo a soggetti esterni. Di questi 26 sono già gestiti da onlus e la parte restante da aziende private. 

“La scelta della procedura selettiva tra enti, associazioni e istituzioni di volontariato nasce per rispondere a quanto previsto dalla normativa nazionale”, fanno sapere da Ares 118 riferendosi al decreto legislativo 117/2017 nel quale si legge che i “servizi di trasporto sanitario di emergenza/urgenza possono essere, in via prioritaria, oggetto di affidamento in convenzione alle organizzazioni di volontariato”. Non solo. Senza questa procedura, dicono ancora da Ares 118 “avremmo inficiato l’indizione di una successiva gara”. 

Affidare il servizio per altri tre anni a soggetti esterni, però, avrebbe significato muoversi in contrasto con il Piano di riorganizzazione del sistema sanitario regionale approvato pochi mesi fa, che prevede una progressiva e completa reinternalizzazione dei mezzi di soccorso attualmente esternalizzati entro il 2022. “L’Azienda” spiega ancora Ares 118 “gestirà gli intertempi con gli strumenti previsti dalla normativa vigente”.

Ares 118 ritira la procedura: le reazioni di sindacati e politica

La decisione di ritirare la procedura è arrivata ieri al termine di un incontro con i sindacati Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio e i vertici regionali. “L’eventualità di assegnare tutte le 116 postazioni alle onlus avrebbe significato il licenziamento di tutti quei lavoratori dipendenti esternalizzati e altamente qualificati”, spiega il segretario generale Fp Cgil Roma Lazio Giancarlo Cenciarelli. “Questa situazione, in vista della nuova gara europea per il rinnovo dell’affidamento, avrebbe escluso questo personale dalle tutele garantite dalle clausole occupazionali”.

A pesare, come detto, è anche il piano che prevede la reinternalizzazione di tutto il servizio: “Questo percorso prevede la tutela delle personalità presenti. Licenziaere personale avrebbe significato non reintegrarlo. Come sindacato siamo convinti che il volontariato sia un valido partner nella gestione delle situazioni non preventivabili ma il servizo va garantito in altro modo”. Nelle prossime settimane verranno calendarizzati altri incontri in Regione in merito. 
 

Fonte : Roma Today