Quando la didattica incontra la tecnologia: succede all’Istituto Pentasuglia di Matera

Scuola e innovazione: un binomio vincente e per nulla scontato. Secondo il Sistema Nazionale di Valutazione Invalsi i risultati scolastici conseguiti dagli studenti dell’Istituto Superiore I.I.S. G.B. Pentasuglia di Matera sono al di sopra di quelli raggiunti in scuole con background socio-economico e culturale simile; la quota di diplomati provenienti da tale istituto che ha un contratto di lavoro o prosegue gli studi è superiore alla media regionale; significativo infine è il numero di aziende che interpellano la scuola in fase di ricerca del personale. Un quadro particolarmente positivo quello rilevato dall’Istituto Nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione che si unisce alla conclamata attenzione della dirigenza scolastica ai temi dell’innovazione, all’integrazione dei percorsi didattici per favorire lo sviluppo delle competenze, alla relazione con gli stakeholder territoriali, tra cui T3 Innovation.

Abbiamo intervistato il Dirigente scolastico Antonio Epifania e la professoressa Luigia Digilio per farci raccontare nello specifico le opportunità che l’interazione tra l’istituto scolastico e la struttura di trasferimento tecnologico della Regione Basilicata sta offrendo ai giovani lucani impegnati nel percorso di istruzione secondaria di secondo grado.

Dott. Epifania può descrivere l’istituto che rappresenta?

La nostra scuola, con sede a Matera, è un Istituto Tecnico Settore Tecnologico e un Liceo Scientifico opzione Scienze Applicate. All’interno dell’istituto sono stati definiti quattro indirizzi di studio: Chimica, Materiali e Biotecnologie; Elettrotecnica ed Elettronica; Informatica e Telecomunicazioni; Meccanica e Meccatronica. Attualmente contiamo circa 1350 iscritti, un numero veramente importante per le dimensioni della nostra Regione. I nostri studenti provengono non solo dalla città di Matera, ma dall’intera Provincia con qualche provenienza anche dalla Provincia di Potenza e molte dai Comuni limitrofi della Puglia. Come è semplice intuire, la tecnologia rappresenta un elemento molto importante per il nostro istituto: all’interno del campus esistono 25 laboratori, 500 computer destinati alla didattica, oltre a stampanti 3D e numerose ed importanti strumentazioni tecnologiche avanzate.

Quali sono gli aspetti che rendono vincente questo istituto?

Senza dubbio la qualità dei nostri docenti, detentori di un’esperienza professionale ben matura, con un’alta motivazione al lavoro e un’importante apertura alle esperienze innovative; poi ci sono i nostri studenti naturalmente, ragazzi volenterosi, educati, legati al nostro istituto da un senso di appartenenza molto forte. Vincente, infine, è il rapporto chiaro su cui si basa l’interazione tra le parti: una relazione seria, responsabile e rispettosa delle regole e dei ruoli di ciascuno.

Siamo un istituto capace di combinare innovazione tecnologica, rigore e buoni metodi di istruzione, una formula educativa che diventa garanzia di percorsi post scolastici di grande spessore. Dalle statistiche acquisite nel corso degli anni, infatti, è possibile rilevare che il successo dei nostri diplomati è elevatissimo: il 70% di quelli che intraprendono percorsi di studio universitari con ottimi risultati, in particolar modo presso le facoltà di Ingegneria e medicina, ottiene risultati particolarmente importanti; quasi la totalità degli studenti che, invece, decide di entrare nel mondo del lavoro risulta impiegato.

Negli ultimi mesi T3 Innovation è stata invitata a presentare ai suoi ragazzi la piattaforma e-learning Bright Journey e i percorsi dedicati ai team imprenditoriali e alle startup innovative. Perché questo invito?

La professoressa Digilio, docente del nostro istituto, mi ha prospettato l’opportunità di collaborare con la struttura e le proposte di interazione mi sono sembrate da subito in linea con le finalità della scuola. Le attività dedicate all’autoimprenditorialità, per esempio, credo siano molto importanti per i nostri giovani: il posto di lavoro fisso non è poi così attraente per profili tecnici come i nostri, inoltre è frequente la pratica di abbandonare la regione in cerca di realtà più premianti e stimolanti. È proprio su questo punto che bisogna incidere: offrire ai miei ragazzi un scenario alternativo per orientare il loro futuro è certamente importante.

Inoltre l’opportunità di organizzare presso la nostra sede i Boot Camp, un format che consente di sottoporre ai ragazzi sfide provenienti direttamente dal mondo imprenditoriale, è veramente interessante e si allinea con il dovere istituzionale delle scuole dell’orientamento in uscita. Così come nei percorsi di alternanza scuola lavoro, creare momenti di incontro tra giovani e imprenditori ha il duplice scopo di raccontare ai ragazzi che ci sono imprenditori sani anche in Basilicata e contemporaneamente presentare agli imprenditori le giovani menti del territorio che possono contribuire alla crescita delle nostre aziende.

Professoressa Digilio, come è nato il desiderio di organizzare questi incontri e di entrare in contatto con gli uffici di trasferimento tecnologico regionali?

L’idea di portare il T3 Innovation nella nostra scuola nasce certamente dalla grande apertura del nostro Dirigente verso iniziative in grado di aumentare la proposta formativa dell’istituto. Il dialogo tra gli uffici di T3 e una realtà didattica così importante come la nostra è certamente un’occasione preziosa di confronto sul territorio che non poteva non essere colta. Prima di occuparmi di istruzione ho lavorato nel settore privato per 15 anni e ho avuto modo di conoscere il territorio lucano.

Da dipendente di impresa ho notato che esisteva una mancata relazione tra i ragazzi e il territorio. Diciamo che contribuire a colmare questa mancanza è diventata una missione personale che ho portato all’interno dell’istituto. Il dialogo tra la scuola e le imprese è fondamentale: l’offerta formativa di un istituto scolastico, oltre ai suoi programmi didattici imprescindibili, può essere ampliata in base alle esigenze del mercato, preparando i nostri studenti al confronto con le imprese. È per questo che all’interno di ogni istituto esiste un comitato tecnico scientifico formato da enti ed imprese locali. 

T3 Innovation è stata un’ulteriore occasione per presentare ai ragazzi il tessuto imprenditoriale locale, ossia coloro che investono nella nostra regione con passione e devozione. Gli stessi Innovation Advisor di T3 Innovation rappresentano per me lo specchio di chi ha voglia di impegnarsi per questo territorio, il loro operato e la dedizione con cui supportano le realtà locali è un esempio importante per i nostri ragazzi. Il format del Boot Camp, che proprio in questi giorni abbiamo proposto a circa 80 studenti appartenenti alle quinte classi del nostro istituto, rappresenta un’occasione per individuare spunti operativi e potenziare la proposta didattica, allineandola, ove possibile, alle esigenze del tessuto imprenditoriale.
 

Fonte : Today