Come sarebbe stato il nono capitolo di Star Wars diretto da Colin Trevorrow

Emergono alcune informazioni sulla sceneggiatura del regista di Jurassic World, prima di venire sostituito da J. J. Abrams. Immaginava un film molto più coerente con i precedenti di quanto non lo sia stato L’ascesa di Skywalker

Si sa, Star Wars: L’ascesa di Skywalker non ha avuto una vita produttiva facile. Il che viene utilizzato da alcuni per scusare certi difetti del prodotto finale. Una delle questioni fondamentali che ha reso più tortuoso il percorso della pellicola è il fatto che J. J. Abrams sia dovuto subentrare a scrivere e dirigere solo in un secondo momento, quasi in corsa: nel 2015, infatti, il regista designato era Colin Trevorrow, fresco del successo di Jurassic World. Disney e Lucasfilm avevano affidato a lui sceneggiatura e regia, salvo poi cambiare idea un paio di anni dopo: nel settembre 2017 la presidente di Lucasfilm Kathleen Kennedy annunciò l’abbandono di Trevorrow in seguito a divergenze creative.

Il motivo principale dietro al “divorzio” sembra essere stata la sceneggiatura non convincente fornita dal regista e dal suo collaboratore storico Derek Connolly (Abrams ha poi riscritto tutto assieme a Chris Terrio). Ora alcuni siti americani stanno raccogliendo informazioni per ricostruire in che cosa consistesse lo script originario. Fra le informazioni più succose emerge che il film si sarebbe dovuto intitolare Duel of the Fates. E il personaggio di Rose Tico, marginale nella versione di Abrams dopo il ruolo di rilievo ne Gli ultimi Jedi, avrebbe continuato ad avere una parte rilevante, accompagnando Finn sul pianeta Coruscant per attivare un radiosegnale dell’antico tempio Jedi con lo scopo di radunare tutte le forze della Resistenza; qui Finn avrebbe radunato anche un team di stormtrooper pentiti, esattamente come lui.

Nella versione di Trevorrow, ovviamente, non c’è traccia del ritorno di Palpatine: l’antagonista principale continua a essere Kylo Ren, sebbene Rey sia convinta di poterlo redimere e nonostante lui le abbia ucciso entrambi i genitori (in questa trama Rey non è nipote di Palpatine, ma la sua genealogia è risolta in altro modo). Nel corso della vicenda sarebbero apparsi anche i fantasmi della Forza di Luke Skywalker, Obi-Wan e Yoda, perfino un ologramma di Darth Vader. Nella sceneggiatura in questione, poi, Rey e Poe sono impegnati in una missione parallela per la maggior parte del tempo, per poi ricongiungersi a Finn e Rose nel finale su Coruscant. Sarebbero stati recuperati anche i ragazzini sensibili alla Forza che si intravedono alla fine de Gli ultimi Jedi, che qui sarebbero poi stati addestrati da Rey. Insomma, il nono Star Wars di Trevorrow sarebbe stato molto più coerente con i capitoli precedenti di quanto non lo sia stato L’ascesa di Skywalker. Eppure resta difficile dire se si sarebbe rivelato effettivamente migliore.

Fonte : Wired