Le 19 città in cui si mangia meglio al mondo (ma manca l’Italia)

La cucina cinese in Canada, i piatti vegetariani nei templi buddisti della Corea del Sud, il cous cous alla tunisina in Francia. Ecco che cosa ordinare, secondo Eater, nelle mete a misura di palati sopraffini. Italia esclusa

Una turista a Marrakech, in Marocco (foto: Getty Images)

“Partire è un po’ morire”, diceva lo scrittore francese Edmond Haraucourt. E un po’ mangiare, aggiungiamo noi. Chi viaggia è sempre più curioso riguardo alle tradizioni culinarie dei paesi visitati, come dimostrano i feed di Instagram e le esperienze con i local proposte, per esempio, da Airbnb. Naturale quindi che, con l’inizio del 2020, qualcuno pensasse a stilare una lista delle città più foodie da visitare quest’anno. L’ha fatto Eater, inanellando 19 mete golose da non perdere: da Cartagena in Colombia a Cork in Irlanda, passando per George Town in Malaysia.

Grande assente, come fa notare Dissapore, è l’Italia. Ma una spiegazione può essere nella premessa fatta da Eater, che scrive di aver volutamente tralasciato grandi classici come Parigi o Tokyo per scovare “qualcosa di nuovo con cui riempire le nostre pance, i nostri passaporti e i nostri feed”. Ecco quindi le destinazioni per mangiare bene nel 2020, secondo Eater.

Char kway teow nelle strade di George Town, in Malaysia (foto: Getty Images)

1. George Town, Malaysia

“Probabilmente il posto migliore in tutto il Sud Est asiatico”, azzarda Eater. La cucina qui è un mix di influenze malesi, cinesi, indonesiane, dell’India del Sud e britanniche, come dimostra la cucina Baba-Nyonya (che mescola di stile indigeno e cinese). Da provare il nasi lemak, riso cotto nel latte di cocco e servito con sambal, lo street food e il char kway teow (spaghetti di riso cotti nel wok con uovo, frutti di mare, salsiccia cinese e pasta di peperoncino).

2. Marrakech, Marocco

I marocchini di solito preferiscono mangiare a casa, dove c’è il cibo migliore, spiega Eater. Ma, per i turisti, Marrakech offre tanti indirizzi per provare tajine e cous cous, i piatti portabandiera. Per i più temerari, si segnala il mechoui: una pecora intera arrostita in fosse sotterranee di argilla.

3. Malmö, Svezia

Collegata a Copenaghen (Danimarca) da un imponente ponte, Malmö è una città industriale che ha tanto da dire per quanto riguarda il cibo. In primis, è interessante l’uso in cucina di prodotti incontaminati e selvatici che arrivano dalla regione di Skåne. E poi, c’è il vino naturale, proposto in numerosi wine bar.

Cucina cinese a Richmond, in Canada (foto: Getty Images)

4. Richmond, Canada

Andare in Canada per mangiare cinese? Eater garantisce che ne vale la pena: Richmond, un sobborgo insulare di Vancouver, ospita la più grande percentuale di cittadini di origine asiatica del Nord America. E qui si mangia la loro migliore cucina, sia tradizionale sia moderna. In particolare i dim sum della Cina meridionale.

5. Gyeongju, Corea del Sud

Paradiso architettonico ricco di templi e palazzi ben conservati, Gyeongju è chiamata il museo senza mura. Si possono assaggiare ricette tramandate nel corso dei secoli e cucinate da chef appositamente addestrati. Oppure si può mangiare come un monaco, con piccoli piatti vegetariani che sono proposti sia nei ristoranti sia nei templi buddisti.

6. Milwaukee, Wisconsin

Il 2020 è l’anno di Milwaukee, che a luglio ospita la convention nazionale dei democratici. I suoi cavalli di battaglia? Il formaggio, la birra (negli ultimi 3 anni hanno aperto una dozzina di birrifici) e i cocktail. Da provare il bratwurst locale, con carne macinata di maiale e birra fatta in casa (appunto), cagliata, formaggio cheddar.

L’hummus di Acri, in Israele (foto: Getty Images)

7. Acri, Israele

Nell’antica città portuale israeliana (chiamata Akko in ebraico) si va sia per la zona vecchia, patrimonio dell’Unesco dal 2001, sia per mangiare. Al top: il caffè arricchito con cardamomo e hawaij yemenita (un mix di spezie), le infinite varianti di hummus da assaggiare con la pita, i frutti di mare.

8. Marsiglia, Francia

Un po’ Francia, un po’ Africa: la seconda città più grande del Paese, con il suo porto, attira da decenni emigrati provenienti da tutto il Mediterraneo. Dal 2013, anno in cui è stata Capitale europea della Cultura, Marsiglia si è rinnovata anche in cucina, proponendo piccoli bistrot che mescolano terra e mare. Da provare il cous cous alla tunisina con polpo in umido.

9. Lagos, Nigeria

Alla scoperta dell’energia di Lagos, che si traduce in musica (l’Afrobeat) e in cucina, tra cibo di strada e ristoranti. L’ingrediente base è il riso, proposto in specialità come il jollof, riso bianco con salsa di pomodoro speziata, e come il riso coltivato localmente con stufato di peperoni e olio di palma.

10. Nagoya, Giappone

A due ore da Tokyo (dove si svolgeranno le Olimpiadi 2020), si può assaggiare la Nagoya-meshi, termine usato per descrivere la cucina della regione. Da provare: kishimen (spaghetti piatti e gommosi), hitsumabushi (anguilla carbonizzata croccante in salsa agrodolce), miso katsu (maiale fritto in salsa di miso).

Cabrito alla griglia a Monterrey, in Messico (foto: Getty Images)

11. Monterrey, in Messico

Siamo nel Nord Est del Messico, importante centro finanziario, commerciale e industriale. La sua religione? La carne alla griglia: qui è nata, infatti, la più grande competizione barbecue in America Latina. Di conseguenza si mangiano barbacoa di manzo, cabrito alla griglia (capretta), empalmes (due tortillas di mais con grasso di maiale riempite con fagioli fritti, formaggio, salsa e peperoncini).

12. East Village, New York (USA)

Non una città, ma un quartiere: guardando a New York, Eater si concentra sull’East Village, nella parte bassa di Manhattan. Perché? Perché propone la più ampia varietà di ristoranti innovativi rispetto a qualsiasi altra zona della città. Ci sono molti tipi di cucina (giapponese, cinese, coreana, ucraina, ebrea, indiana, vietnamita, filippina…), ma soprattutto si sperimentano nicchie particolari. Si va dal ristorante specializzato in curry giapponese fatto da zero al masala chai, fino al bubble tea di Taiwan.

13. Pristina, Kosovo

Nella vivace capitale del Kosovo (la nazione più giovane d’Europa, visto che si è separata dalla Serbia nel 2008), la cucina è stata storicamente influenzata dai sapori dell’Impero ottomano, dell’ex Jugoslavia e dei paesi vicini sul Mediterraneo. Da assaggiare le carni alla griglia, i peperoni ripieni, i formaggi, i dolci in generale, i sottaceti, le focacce fresche e il vino della regione di Rahovec.

Una turista mangia una francesinha a Porto, in Portogallo (foto: Getty Images)

14. Porto, Portogallo

L’affascinante e nostalgica Porto si sta rinnovando gastronomicamente, con riletture più raffinate delle ricette tradizionali considerate troppo pesanti (vedi alla voce francesinha, un panino a strati con carne, formaggio fuso e salsa di pomodoro piccante) e con caffetterie e pizzerie aperte da chef che arrivano da tutto il mondo. Per fortuna, restano una certezza le tascas tradizionali, che propongono pasti sorprendenti a 10 euro.

15. Cartagena, Colombia

La perla della costa caraibica colombiana è il punto di incontro tra ingredienti autoctoni dell’Amazzonia, pesce fresco e un repertorio tradizionale che include stufati abbondanti, empanadas di formaggio, arepas ripiene, carni grigliate e frutta tropicale. Da non perdere la classica arepa de huevo, un tortino di mais fritto farcito con uova e altri ingredienti.

16. Hobart, Australia

Pronti a raggiungere l’altra parte del mondo? Hobart è la capitale della Tasmania, isola-stato al largo dell’Australia nota per la sua aspra natura selvaggia. Qui, da qualche anno, si respira aria di creatività, tra la nascita del Museum of old and new art (MONA) nel 2011 e il festival dai toni dark Dark Mofo. Anche i ristoranti sono in fermento, andando finalmente oltre il piatto tipico delle città (le patatine fritte sul lungomare).

17. Oakland, California (USA)

Il merito della cucina di Oakland, spiega Eater, non sta tanto nella sua qualità intrinseca o nei premi ricevuti, quanto soprattutto nell’essere battagliera, raccontando le lotte per l’equità e le ingiustizie che hanno segnato la città, tra gentrificazione e difficoltà della popolazione nera. Da non perdere il sandwich di pollo fritto da Bakesale Betty.

18. Cork, Irlanda

Antica città portuale, Cork accoglie con un centro facile da girare, festival musicali, arte e un campus universitario. L cucina? Negli ultimi 2 anni ben 3 ristoranti lungo la costa hanno ricevuto stelle Michelin e la città è diventata un riferimento per il formaggio di fattoria. Da non perdere, nello storico mercato, trippa e drisheen (budino di sangue).

19. Santiago, Cile

Il Cile e la cucina andina sono stati protagonisti di una rivoluzione culinaria, negli ultimi anni, tanto da farsi notare a livello mondiale. Gli chef di Santiago, ispirati da approcci moderni e sperimentali in stile Noma di Copenaghen, hanno fatto conoscere ingredienti indigeni usati tradizionalmente dal popolo mapuche e hanno rivisitato i classici cileni, dal barbecue ai sandwiches.

Fonte : Wired