Da Abu Dhabi a Palembang: la Chiesa promuove lo ‘spirito di fratellanza’ (Foto-Video)

Sin dalla sua pubblicazione, il Documento firmato da papa Francesco e il Grande imam di Al-Azhar ha riscosso grande successo in Indonesia. Nel Paese islamico più popoloso al mondo, i cattolici diffondono il suo messaggio di tolleranza. Mons. Sudarso: “La fratellanza è essenziale per garantire il pluralismo”.

Jakarta (AsiaNews) – L’arcidiocesi di Palembang, nel sud dell’isola di Sumatra, ha organizzato un incontro di tre giorni per studiare il “Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune“, firmato ad Abu Dhabi da papa Francesco ed il Grande imam di Al-Azhar nel febbraio 2019. All’evento, svoltosi tra il 7 ed il 9 gennaio scorsi, hanno preso parte decine di sacerdoti, religiosi e laici provenienti da tutte e tre le province (Jambi, Bengkulu e South Sumatera) che compongono la vasta arcidiocesi. La conferenza ha rappresentato un momento di dialogo e confronto tra confessioni religiose diverse, poiché sono intervenuti anche importanti leader religiosi di islam, buddismo, protestantesimo ed induismo.

Sin dalla sua pubblicazione, la Dichiarazione di Abu Dhabi ha riscosso grande successo in Indonesia (Paese islamico più popoloso al mondo). In una società spesso facile preda di tensioni religiose, negli ultimi tempi ha assunto sempre più importanza la promozione dello “spirito di fratellanza”. Prima del loro ritorno nel Sud-est asiatico dalla visita ad limina apostolorum, nel giugno scorso papa Francesco aveva invitato i vescovi indonesiani all’insegnamento ed alla promozione del documento. Questo è quindi diventato uno dei temi centrali della Conferenza annuale dei presuli, svoltasi nella diocesi di Bandung (West Java) a novembre. All’incontro sono seguite diverse iniziative simili in molte parti del Paese. L’ultima in ordine di tempo è quella voluta dall’arcivescovo di Palembang, il 74enne mons. Aloysius Sudarso. Tra i partecipanti alla conferenza vi era p. Titus Jatra Kelana, sacerdote diocesano che serve la parrocchia di Baturaja che dichiara ad AsiaNews: “Gli oratori di altre fedi hanno presentato prospettive teologiche diverse, con una speciale attenzione a come promuovere nuove visioni e speranze nell’arcidiocesi di Palembang. L’obiettivo principale della discussione plenaria è stata la fratellanza tra gli indonesiani di comunità differenti nelle tre province del suo territorio”.

Intervenuto come rappresentante del comitato organizzativo, p. Guido Suprapto ha sottolineato che l’iniziativa vuole essere una risposta a problemi rilevanti e molto attuali: l’aumento degli episodi di intolleranza etnico-religiosa e le politiche discriminatorie che alcuni governi locali applicano nei confronti delle minoranze. “Vogliamo – ha affermato p. Suprapto – esaltare i buoni insegnamenti contenuti nel Documento, soprattutto l’appello rivolto al mondo per la fratellanza umana. Sacerdoti e leader cattolici sono chiamati a comprendere l’urgenza di tale invito”. Anche l’arcivescovo di Palembang ha sottolineato l’importanza del ruolo della Chiesa locale. “Noi indonesiani facciamo parte di una società pluralista. Dobbiamo comportarci bene e compiere buone azioni verso i nostri vicini, nonostante le così tante differenze che ci contraddistinguono”, ha affermato mons. Sudarso. “La visione missionaria – ha concluso – è cruciale per l’arcidiocesi di Palembang, perché tale spirito è molto rilevante nella nostra società: la fratellanza è essenziale per garantire il pluralismo”.

Alcuni giorni prima della conferenza di Palembang, la Dichiarazione di Abu Dhabi è stata al centro di un evento simile che ha avuto luogo presso il seminario minore Marianum di Probolinggo (East Java, foto). A facilitarlo, vi era p. Damianus Fadjar Soekarno, sacerdote della diocesi di Malang, e figura chiave del dialogo interreligioso nella provincia (video). P. Soekarno ha spiegato a seminaristi e preti che amore e carità sono spontanee e innate nell’uomo: “Tutti abbiamo queste qualità. Ma l’odio è una cosa differente, viene insegnato o inculcato.  Come ho potuto sperimentare da sacerdote cattolico in una realtà a maggioranza islamica come quella dell’isola di Madura, la tolleranza e la pace sociale non devono limitarsi alle parole ma devono essere messe in pratica”. Nei giorni seguenti, p. Soekarno ha riproposto l’evento presso le comunità delle suore carmelitane a Batu e le religiose di San Timur (Pij) a Malang.

(Hanno collaborato p. Titus Jatra Kelana e p. Damianus Tedjo Soekarno).

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Fonte : Asia