Rifiuti, la raccolta è un flop e Ama corre ai ripari: allo studio le “micro isole ecologiche”

Micro isole ecologiche dove accorpare più secchioni insieme per facilitare la raccolta su strada. In Ama si ragiona su come migliorare un servizio che fa acqua dappertutto. La città è stata invasa da immondizia per l’intero periodo natalizio. E ancora il quadro per le strade è critico. Ma anche uscendo dal contigente, le operazioni di svuotamento, si sa, vanno in tilt al primo ostacolo. Basta un minimo guasto a uno degli impianti del ciclo di gestione rifiuti, o una sovrapproduzione di scarti come avvenuto nel periodo delle feste. 

Micro isole ecologiche, dicevamo. L’idea è stato oggetto di un incontro avvenuto il 13 gennaio nella sala delle Bandiere in Campidoglio. Presenti la delegata ai Rifiuti della sindaca Raggi, Valeria Allegro, i consiglieri Daniele Diaco, presidente della commissione Ambiente, e Roberto Di Palma, gli assessori all’Ambiente dei 15 municipi, tecnici Ama, e tre lavoratori del gruppo Lila. È da loro che arriva il progetto, salutato con favore dai rappresentanti istituzionali presenti. 

Si tratta di un nuovo modello di sistemazione dei secchioni, accorpati in postazioni più ampie, rigorosamente presidiate e assistite da un operatore Ama dotato di mezzo leggero per la raccolta anche di piccoli-medi ingombranti, Raee e rifiuti tessili. Dal tavolo è emerso che le postazioni potrebbero essere tre a municipio, per un primo test pilota. In questo senso è stato chiesto ai rappresentanti municipali presenti di indicare a stretto giro vie o piazze papabili dove posizionare le postazioni “rafforzate”. 

Qualche dubbio certo esiste, perché se riposizionare i cassonetti è fattibile a costo zero, i camioncini per raccogliere i rifiuti ingombranti non sono facili da reperire. La coperta è corta. In totale i mezzi della flotta, lo ricordiamo, sono circa 280, tutti tra i 10 e i 18 anni d’età, con la metà regolarmente ferma nelle autorimesse per interventi di manutenzione. Un numero insufficiente già nell’ordinario. È pur vero che il piano industriale Ama, ancora alle prime bozze, prevede investimenti in tal senso. Tra il 2020 e il 2024 dovrebbero essere stanziati 46 milioni e 428mila euro per comprarne di nuovi. Mentre grazie a un appalto della vecchia dirigenza ne sarebbero stati ordinati un centinaio in queste settimane. 

Insomma, “c’è speranza”, come commentano ottimisti gli operatori del gruppo Lila. “Questo incontro ci rende molto felici, prevalentemente, perché il Comune ha finalmente voluto dare fiducia a noi lavoratori”. Ora si attende di capire quando, e se, il piano delle mini isole ecologiche diverrà realtà. 

Fonte : Roma Today