50 errori clamorosi nei grandi film

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Nella sequenza finale di Ritorno al futuro, Marty McFly sale sul palco con una Gibson ES-345 del 1958. Ma l’anno dei genitori di Marty è in realtà il 1955, quindi i conti non tornano nel classico di Robert Zemeckis del 1985. In Forrest Gump l’intramontabile personaggio interpretato da Tom Hanks investe nella Apple nel 1975, eppure l’azienda verrà quotata in borsa solo dopo il 1980. Inoltre, il logo arcobaleno, che si intravede sulla lettera, non era stato ancora creato negli anni Settanta. Che Quentin Tarantino sia un perfezionista, è un dato di fatto. Eppure il regista di Kill Bill ha qualche piccolo, grande errore da farsi perdonare. In una delle sequenze più iconiche di Pulp Fiction, Jules e Vincent sopravvivono a una grandinata di proiettili a distanza ravvicinata. Ma già prima della sparatoria è possibile intravedere i fori sul muro. Pulp Fiction è un concentrato di violenza, ironia e spirito pulp appunto. Inserito tra i migliori film del XX secolo, il cult di Quentin Tarantino presenta un piccolo, grande errore: i segni del pennarello rosso sul petto di Mia spariscono quando l’iconico personaggio di Uma Thurman si risveglia dall’overdose. Tra le sequenze storiche della saga di Star Wars ha un ruolo d’onore il clamoroso errore di uno Stormtrooper che, entrando in una sala di controllo, sbatte accidentalmente la testa sulla porta. Un errore lasciato nel montaggio finale che consacra l’Episodio IV ancora più leggendario. Durante la battaglia di Cartagine al Colosseo, un carro si ribalta rivelando una bombola di gas nascosta nella parte posteriore. Un errore grossolano che non sminuisce il valore del capolavoro di Ridley Scott del 2000. Le comparse hanno un ruolo tutt’altro che marginale in un film. La prova schiacciante è una sequenza di Quantum of Solace di Marc Forster, in cui uno spazzino fa ampi movimenti nell’aria senza sfiorare il terreno. Braveheart – Cuore impavido è una pellicola tanto iconica quanto ricca di errori. Nel cult di Mel Gibson del 1995 è possibile intravedere, durante una delle battaglie più maestose, un Van bianco. Un bel salto nel futuro per un film ambientato nella seconda metà del XIII secolo. Da un grande film derivano grandi responsabilità. In una sequenza di Braveheart – Cuore impavido, William Wallace viene colpito con del cibo che sparisce magicamente dal volto e dai capelli durante l’impiccagione. Un dettaglio che avrebbe reso il finale di Braveheart – Cuore impavido più realistico, ma meno emozionante. Nella sequenza nell’Area 51, David colpisce ubriaco un bidone con la scritta “Art Dept”. La svista di un set dresser è uno dei tanti errori del cult di Roland Emmerich del 1996. Tra i migliori thriller di spionaggio del cinema mondiale ha un ruolo d’onore Intrigo internazionale di Alfred Hitchcock. Nella sequenza in cui Eve minaccia Roger con una pistola si intravede un bambino coprirsi le orecchie prima dello sparo. In Harry Potter e i Doni della Morte, il celebre maghetto dalla cicatrice a forma di saetta si sente ripetere che “ha gli occhi di sua madre”. Eppure Lily Potter nel film ha gli occhi marroni, un colore diverso dall’azzurro acceso del figlio. Nel finale dei Goonies, Data rivela, tra le sfide più grandi, la battaglia con la piovra gigante. Ma la sequenza è stata tagliata dal montaggio finale. Gli spettatori si sono chiesti per molto tempo di quale piovra parlasse il personaggio di Ke Huy Quan nel classico di Richard Donner del 1985. Django è un’icona del cinema di genere per l’ottima performance di Jamie Foxx e per lo straordinario look nato dall’immaginazione di Quentin Tarantino. Ma gli eleganti occhiali da sole rotondi indossati da Django nel 1858 sono stati introdotti negli Stati Uniti solo dopo il 1929.  In una sequenza del cult di Garry Marshall, Julia Roberts mangia un croissant che, nell’istante successivo, si trasforma in un pancake.


Fonte : Wired