Discarica in Valle Galeria, minisindaci e consiglieri M5s in piazza contro Raggi: “Scelta politica vergognosa”

In piazza contro la scelta di realizzare una discarica per lo smaltimento dei rifiuti di Roma nella Valle Galeria ci sono anche i grillini. Daniele Diaco, presidente della Commissione Ambiente del Comune, Simona Ficcardi, consigliera capitolina cresciuta sul territorio, Marco Cacciatore, consigliere della Regione Lazio, Eleonora Guadagno e Monica Montella, altre due elette “dissidenti”. E poi la presidente del XII municipio Silvia Crescimanno spalleggiata dalla collega del VII Monica Lozzi, che guida un’altra circoscrizione ma che a palazzo Senatorio non ha mai lesinato critiche, anche sulla questione rifiuti.

Pezzi di Cinque Stelle che questa mattina spuntavano tra migliaia di cittadini, anche loro in protesta contro il Campidoglio (a Cinque Stelle) di Virginia Raggi. Un corto circuito che tiene da giorni l’Assemblea capitolina con il fiato sospeso. C’è chi ci tiene a precisare che nel Movimento continua a credere. Ma è indubbio che la decisione di smaltire i rifiuti in una “Malagrotta bis” stia lacerando dall’interno i pentastellati romani. Una crisi tutta politica che chi è in piazza ammette senza problemi. 

“Portare la questione in Consiglio? Si può chiedere, ma figuriamoci se ci ascoltano…” commenta a denti stretti Guadagno, esponente 5S della prima ora, oggi saldamente tra le file dei delusi. Con lei Simona Ficcardi, alla testa degli oppositori interni. La consigliera, abitante della Valle Galeria, non solo trova assurda e inaccettabile l’ipotesi di una discarica a Monte Carnevale, ma critica apertamente da tempo l’intero pacchetto di mosse fatte, o non fatte, sul fronte rifiuti durante la consiliatura. “Se arriviamo a dover scegliere una discarica vuol dire che c’è stato un fallimento. La scelta politica contenuta nella delibera del 31 dicembre è vergognosa” dice a manifestazione quasi conclusa. “E’ quasi un anno che chiedo incontro programmati alla sindaca per mettere giù un piano di intervento, c’è la questione del bilancio di Ama e quelle delle aree bianche individuate dalla Città Metropolitana, di fatto la commissione Ambiente è stata esautorata”. 

Già, esclusa da ogni scelta insieme agli eletti, e ai municipi interessati. E se è vero che in undicesimo Raggi ha potuto contare sull’assenza di un “muro” politico perché il municipio – caduto lo scorso aprile – è commissariato, in dodicesimo la minigiunta promette battaglia. Con la fascia rossogialla d’ordinanza, la presidente Silvia Crescimanno è in piazza con i cittadini. “Se non si dovesse arrivare al passo indietro che abbiamo chiesto, mi dimetterò”. Una minaccia in realtà ancora lontana. La linea per il momento resta quella del “combattere dall’interno”. Come ripete, tentando di smorzare i toni, il consigliere Daniele Diaco, presidente della commissione Ambiente del Campidoglio.

“Non stiamo manifestando contro il Campidoglio, ma a favore della tutela di un’area che va risanata, tenendo fede a un preciso indirizzo politico”. Indirizzo al quale però la sindaca non ha tenuto fede. “Vedremo – ribatte Diaco – si è detta disponibile alla valutazione degli atti tecnici che danno parere negativo. Stiamo valutando altri siti, nel IX municipio. Già, c’è la cava su via Ardeatina, nella zona di Porta Medaglia, tra quelle rimaste nella lista dei possibili siti stilata dai tecnici. Ancora solo voci che si rincorrono, in un rebus che nessuno al momento sembra in grado di sciogliere. 

“Monte Carnevale non è idoneo, come affermato dagli uffici tecnici, ne sono felice, ma certo è che sembra di vivere in una farsa” ha commentato il consigliere regionale M5s Marco Cacciatore. “Nel frattempo, è uscita la nuova ordinanza regionale, rendendo il quadro più incerto che mai. – continua Cacciatore – Chiunque non metta in campo soluzioni sostenibili e praticabili, impedendo la possibilità del Commissariamento straordinario del governo, si renderà responsabile dell’implosione del sistema rifiuti nel Lazio”. In piazza accanto ai cittadini anche il deputato Stefano Vignaroli, presidente della commissione Ecomafie, cresciuto politicamente nella Valle Galeria a “capo” degli attivisti che lì si sono formati attaccando la “vecchia politica”, rea con la discarica di Malagrotta di aver avvelenato, per anni, un territorio. La sua voce si è alzata tra le prime contro la scelta della giunta Raggi, oggi però lima i toni e pesa le parole: “Hanno tutti le loro responsabilità, la Regione ha messo il Comune con le spalle al muro, costringendolo a una scelta con un’ordinanza”. 

Insomma, il quadro è quanto mai complesso. Raggi farà un passo indietro alla luce dei pareri negativi arrivati in queste ore dai dipartimenti Ambiente e Urbanistica, oltre che dell’Esercito che in Valle Galeria ha un distaccamento dello Stato maggiore della Difesa, aprendo di nuovo la partita su altri siti? Al momento segnali concreti di dietrofront non ci sono. Palazzo Senatorio sembra tirare dritto e non voler ritirare la delibera del 31 dicembre. Piuttosto la palla ripasserà alla Regione Lazio, chiamata comunque a rilasciare l’atto autorizzato finale per la realizzazione della discarica, ora prendendosi la responsabilità dei vari no arrivati dagli uffici tecnici. Intanto la discarica di Colleferro chiuderà il 15 gennaio, salvo improbabili sorprese, e la Pisana dovrà firmare a stretto giro degli accordi con altre Regioni per lo smaltimento dei rifiuti fuori dal territorio comunale, così come da accordi presi prima di Natale con il Campidoglio. 

Fonte : Roma Today