Siae, blockchain a tutela dei diritti si impone tra idee vincenti basate sul 5G

La società degli autori ed editori al primo posto, con Wind Tre, tra i soggetti che riceveranno una spinta dal programma di supporto lanciato dal Mise. Continua la scommessa dell’ente pubblico per un nuovo approccio alla gestione della filiera del diritto d’autore

(foto: via Getty Images)

Intelligenza artificiale, blockchain, Iot: difficile pensare di innovare lontano dalla traiettoria di queste tecnologie, e del relativo potenziale connesso al protocollo 5G. E proprio con l’obiettivo di spingere la realizzazione di progetti di sperimentazione, ricerca applicata e trasferimento tecnologico basate su questo trittico, il ministero dello Sviluppo economico (Mise) aveva lanciato, nel marzo dello scorso anno, un Programma di supporto, finanziato con risorse del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020. Un programma articolato in due assi; il secondo, era di fatto una vera e propria call to action che chiedeva a enti pubblici, agenzie, atenei e soggetti della pubblica amministrazione di candidarsi per presentare proposte, anche in cooperazione con altri soggetti. Per la messa a disposizione della tecnologia, era necessaria la collaborazione con gli operatori per le frequenze.

La graduatoria finale dei progetti è stata approvata il 7 gennaio 2020 e vede sei proposte ammesse al finanziamento (complessivamente, sono quattro milioni di euro): al primo posto, la Società italiana degli autori ed editori (Siae) insieme a Wind Tre. Da tempo la società di gestione collettiva ha deciso di scommettere sulla blockchain per la gestione del diritto d’autore; il progetto vincente, Gestione dei diritti d’autore su reti 5G con blockchain, rientra quindi in un corso già avviato che ha visto l’ente, di recente, anche allearsi con Algorand (ne abbiamo scritto qui).

Come dichiarato dal direttore generale Siae Gaetano Blandini, l’obiettivo è “favorire il passaggio verso un modello che ha il potenziale di far tornare i creatori al centro”.

Concretamente, andrà quindi costruito un registro decentralizzato degli aventi diritto, basato su blockchain, per consentire l’identificazione univoca dei titolari dei diritti d’autore. Un passaggio, si legge nella sintesi sul sito del Mise dedicata alle proposte vincitrici, “propedeutico per la futura implementazione di una gestione automatica e diretta dei flussi finanziari tra gli utilizzatori e gli aventi diritto”. Il 5G è il perno informatico di tutte le operazioni connesse a questo approccio volto a rendere la gestione automatica dei diritti d’autore, e la relativa tutela dei contenuti, sempre più performante.

Sostenibilità, e replicabilità sul territorio, erano le due caratteristiche richieste ai progetti, per l’assegnazione dei finanziamenti. E l’idea progettuale Siae viene vista come riproducibile anche in ambito internazionale, a maggior ragione se si pensa, afferma il Mise, “che la gestione del diritto d’autore è un tema globale e che le soluzioni basate su blockchain sono replicabili per definizione”.

Siae al primo posto, ma quali altri progetti saranno finanziati nell’ambito del programma di supporto alle tecnologie emergenti 5G? Spazio anche al turismo 4.0 (comune di Catanzaro); allo Smart Ivrea Project dell’Agid; al monitoraggio distribuito per mobilità e servizio idrico dell’Università di Cagliari; alla visione sullo smart urban mobility management dell’Università degli studi di Cassino e del Lazio meridionale; infine il Politecnico di Bari, con il progetto “Blockchain and Artificial Intelligence for Ubiquitous computing via 5G”.

Fonte : Wired