Enzo e Fabio, i due pescatori scomparsi nel nulla: un mistero lungo tre anni

Chiedono la verità. I famigliari di due pescatori scomparsi nel nulla da tre anni, senza lasciare la minima traccia, lanciano un appello accorato: “Chi sa, parli!”. Tutti gli anni parenti e amici, prima di Natale non possono non pensare a Fabio Giuffrida ed Enzo Cardì.

I due pescatori, entrambi di 38 anni, svanirono misteriosamente nel nulla il 23 dicembre 2016. Il primo, residente ad Aci Trezza, lavorava a Livorno ed era rientrato nel periodo natalizio del 2016 per trascorrere un po’ di tempo in famiglia. Il secondo, residente ad Aci Catena, batteva il mare partendo da Aci Trezza con il suo motoscafo di sette metri. Fabio era molto attaccato alla sua famiglia e per questo motivo si esclude a priori un allontanamento volontario.

Come ricorda oggi Andrea Sessa in un lungo e dettagliato articolo su CataniaToday l’ultimo contatto dei due uomini con la famiglia risale alle 21,30 del 23 dicembre 2016. Enzo, proprietario del motoscafo, aveva chiamato Fabio per fargli compagnia per una battuta di pesca con il cosidetto “conzu”, uno strumento che viene calato in mare la sera e poi ritirato al mattino. I due, partiti da porticciolo di Aci Trezza, sarebbero dovuti rientrare il 24 in tempo così per la cena della vigilia di Natale.

Fabio Giuffrida ed Enzo Cardì, i due pescatori scomparsi nel nulla

Cosa accadde dopo è un mistero fitto. Il contatto telefonico con i due si è interrotto definitivamente intorno alla mezzanotte. La cella dei loro smartphone era agganciata nella zona tra Agnone Bagni e Brucoli. Non sono mai stati trovati resti, né l’imbarcazione, né alcun effetto personale dei due. Un mistero su cui si sono aperte diverse ipotesi: dalla disgrazia in mare sino alla probabilità che i due, nella notte, avrebbe potuto aver visto qualcosa che non avrebbero dovuto vedere.

Ogni anno la famiglia di Fabio Giuffrida, con l’aiuto e il sostegno di Orazio Vasta (sindacalista dell’Usb di Catania), lancia un accorato appello per chiedere a chiunque sappia qualcosa di venirlo a riferire. Una famiglia numerosa e molto unita, di ben 8 figli, quella di Fabio che non si è rassegnata e che vorrebbe capire la sorte del loro congiunto poiché non hanno nemmeno una certezza né tantomeno, in caso di una disgrazia, una tomba sulla quale piangere.

“Noi ci siamo allarmati – spiega la sorella Santa Giuffrida ricostruendo quei drammatici momenti – intorno alle 14,30 del giorno successivo perché non avevamo avuto più contatti e notizie di Fabio. Nessuno però si è preoccupato dei loro colleghi. Le ricerche della Guardia Costiera sono andate avanti alcuni giorni ma senza esito. Eppure il mare, quando mio fratello ed Enzo sono usciti, era calmo. Chiediamo – proseguono in coro due sorelle e un nipote di Fabio Giuffrida – che chiunque sa qualcosa di venirlo a riferire. Possono anche recarsi nella parrocchia di Aci Trezza o lasciare una lettera anonima. Non abbiamo cambiato il numero di telefono di casa perché Fabio era l’unico numero che ricordava memoria e aspettiamo di capire cosa è successo”.

Le indagini non hanno mai portato a nulla di concreto. La famiglia ha soltanto i tabulati telefonici che mostrano anche la posizione dei due durante l’ultimo contatto, in una zona che – con il raggio della cella – potrebbe essere anche a terra e non in mare.

Nessuno ha ovviamente mai preso in considerazione la pista dell’allontamento volontario. C’è, tra i colleghi pescatori, chi ha parlato di una esplosione accidentale che avrebbe ucciso Fabio ed Enzo. “Saranno scoppiati” dicono i pescatori che prendono il sole e sistemano le reti nel porticciolo di Aci Trezza. 

Ma anche questa pista appare non suffragata da elementi concreti. Nel caso di uno scoppio, in ogni caso, parte della imbarcazione sarebbe stata trovata o “restituita” dal mare ed invece non è stato rinvenuto nulla.

Fabio ed Enzo potrebbero aver visto qualcosa di illegale e quindi affondati perché sapevano troppo? Oppure potrebbero essere stati condotti a terra e poi fatti sparire?

Pescatori Aci Trezza scomparsi, l’ipotesi dell’incidente con una grande imbarcazione

Un esperto pescatore, contattato da Catania Today, conosceva bene Fabio ed Enzo e le loro abitudini di pesca: “Eravamo amici e proprio tre giorni prima della scomparsa avevo preso un aperitivo con Enzo. Di solito lui calava in mare il conzu e attendeva sulla barca, portando anche il sacco a pelo per dormire e con un’altra persona si davano i turni per stare svegli. Così avrà fatto anche quando è uscito con Fabio. Probabilmente, nella notte, si saranno addormentati entrambi. Nella zona dove erano passano spesso grandi imbarcazioni e, probabilmente, non segnalati dal radar saranno stati travolti e affondati. Magari il mare “lungo” avrà impedito al radar di segnalarli all’imbarcazione”.

Sono state fatte indagini in questo senso? Sono stati sentiti i comandanti delle navi che avrebbero percorso quella rotta in quei giorni? Dopo tre anni non c’è nessun elemento che possa fare luce sulla scomparsa dei due esperti pescatori.

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I parenti cercano la verità: foto CataniaToday

Fonte : Today