Zorro, 5 curiosità in attesa della versione al femminile

Costume, mantello, mascherina e il cosiddetto sombrero cordobés. Tutti rigorosamente neri. Il personaggio di Zorro fa la sua comparsa nel 1919 nei libri dello scrittore pulp americano Johnston McCulley: il primo romanzo, La maledizione di Capitanastro (noto poi con Il segno di Zorro), era destino a essere una storia a sé, finché il successo dell’adattamento cinematografico che ne fu tratto nel 1920 non spinse l’autore a continuare a produrre nuovi volumi. Il percorso editoriale di queste pubblicazioni fu comunque piuttosto erratico, comparendo a intervalli irregolari e molto ampi, e nessuno dei titoli successivi di McCulley ebbe grandissimo successo, molti dei quali anche oggi sono fuori catalogo. Sta di fatto che in 5 romanzi a puntate e in oltre 50 racconti, una costante erano le avventure del ricco Don Diego De la Vega, che nella California di inizio Ottocento si traveste da misterioso spadaccino per difendere la popolazione dai soprusi delle forze coloniali spagnole e alla fine delle sue imprese trova sempre il modo di “firmarle” con l’iconica Z. Ad assisterlo, il servitore muto Bernardo, mentre i suoi avversari sono il capitano Ramon, spasimante a sua volta dell’innamorata di Diego, Lolita, e il goffo sergente Gonzales (poi Garcia), che è nemico di Zorro ma buon amico del De la Vega. In realtà, nel primo romanzo i personaggi di Diego e Zorro sono compresenti, ma si scopre solo alla fine che sono la stessa persona, contribuendo alla particolare riuscita di quell’opera letteraria Zorro è divenuto ben presto un simbolo indelebile dell’immaginario non proprio grazie ai libri, bensì veicolato dal suo successo cinematografico. Oltre alla prima pellicola del 1920, la consacrazione popolare avvenne in particolare con il titolo del 1940, The Mark of Zorro, in cui il personaggio è interpretato da Tyrone Power, ma quello fu solo uno degli almeno 100 film che sono stati prodotti, in live-action e animazione. Fra gli altri interpreti si contano Frank Langella, Alain Delon, Anthony Hopkins e Antonio Banderas (questi ultimi ne La maschera di Zorro del 1998, forse l’ultimo tentativo di successo di portarlo al cinema). A stupire è anche il fatto che molte produzioni cinematografiche sul personaggio siano arrivate anche da mercati apparentemente lontani dalla storia d’origine, in particolare India e Filippine. Ci sono poi state versioni anime in Giappone, telenovelas (ovviamente) in Sudamerica e Spagna, ma anche in Italia negli anni ’60 il personaggio è stato al centro di parecchie pellicole, alcune talmente bizzarre da farlo incontrare o scontrare con altre figure come Maciste o i Tre Moschettieri   Nonostante tutto, nonostante l’apparato narrativo messo a punto da McCulley sia fittizio, così come i vari adattamenti cinematografici e televisivi successivi che hanno aggiunto parecchie licenze al personaggio iniziale, non si può negare che alla base di questo universo qualche ispirazione di tipo storico ci sia. In particolare, sembra che lo scrittore avesse tratto alcune informazioni dalla storia di Joaquin Murrieta Carrillo, un mandriano e cercatore d’oro che, alla metà dell’Ottocento, fu accusato ingiustamente assieme al fratello di aver rubato un mulo e, in altre versioni, assistette anche allo stupro della moglie che morì fra le sue braccia. Da quel momento è passato a essere un efficiente bandito, conosciuto anche come il Robin Hood di El Dorado. Il personaggio di Murrieta ebbe una sua vita letteraria autonoma: è comparso per la prima volta nel romanzo popolare americano del 1854 The Life and Adventures of Joaquín Murieta di John Rollin Ridge. Ma poi i suoi tratti e il suo background vennero pian piano assorbiti nella figura di Zorro. Nel già citato film La maschera di Zorro, Banderas interpreta proprio il fratello di Murieta che, sopravvissuto alla morte di quest’ultimo, cerca vendetta ereditando da Hopkins il mantello dello spadaccino a cavallo Una grande fetta della popolarità di Zorro, soprattutto fra il pubblico più giovane, viene però dalle svariate serie tv, animate e non, tratte dalla sua leggenda. Una delle più memorabili, ampiamente replicata anche sulla televisione italiana, è la produzione Disney realizzata per due stagioni a partire dal 1957. La serie vedeva protagonista l’attore Guy Williams nei panni dell’ereditiere dalla doppia vita, ma probabilmente è ricordata maggiormente per le rotondità del sergente Garcia, immortalato nell’immaginario comune dall’interpretazione di Henry Calvin. La serie, girata in bianco e nero, fu poi diffusa a colori negli anni Novanta. Va segnalato un altro adattamento seriale, anche perché ricorre il trentennale del suo debutto: una seconda produzione intitolata Zorro esordì sull’americano The Family Channel il 6 gennaio 1990. Gli 88 episodi furono diffusi anche in Italia e la particolarità è che la Rai compare fra le reti co-produttrici. Anche in questo caso, il giovane Diego torna dalla Spagna per difendere il suo pueblo dalla morsa del governatore e, pur fingendo pubblicamente disinteresse per gli affari esterni, segretamente elabora l’identità di Zorro Dopo anni lontana dalle scene, la leggenda di Zorro potrebbe dunque tornare in televisione. Negli ultimi mesi del 2019, infatti, è emersa la notizia che il canale americano Nbc sta lavorando a una nuova versione del personaggio, puntando sul cosiddetto gender swap. Si tratterà dunque di una versione al femminine che seguirà le vicende di Z, una discendente del mitico cavaliere californiano che, fedele alla missione della propria famiglia, continuerà anche ai giorni nostri a difendere le persone indifese della sua comunità. Si sa molto poco del progetto, che a tutt’oggi è ancora in fase di gestazione. Di sicuro, è ufficiale l’accordo fra il network americano e la casa di produzione Propagate, che avrebbe intenzione di affidare la realizzazione della seria ad Alfredo Barrios Jr., sceneggiatore già dietro alla nuova versione revival di Magnum PI. Questa svolta al femminile per Zorro non sarebbe poi così inedita: nel 2000, infatti, in Spagna venne prodotta la serie La regina di spade, incentrata su una giovane nobildonna che di notte veste maschera e mantello e impugna la spada contro i suoi nemici. La serie, con poco budget e parecchie assurdità a suo carico, non ebbe molto successo e fu cancellata dopo una stagione. Ma, magari, oggi i tempi sono maturi per questo salto di genere

Fonte : Wired