La malattia mentale nel Gene X: l’originale prospettiva di New Mutants

Tra i film dell’Universo Mutante della Fox, ormai fagocitato ed espulso dalla Disney e dall’organismo Marvel Studios, l’intrigante New Mutants sembrava dovesse restare indigesto alla Casa di Topolino. Specie dopo il flop di X-Men: Dark Phoenix, i piani relativi al cinecomic diretto da Josh Boone risultavano davvero poco chiari, finché Bob Iger e anche Kevin Feige non sono arrivati a rassicurare i fan del regista di Colpa delle Stelle e i più curiosi: il lungometraggio sarebbe uscito nelle sale solo dopo alcuni mesi di riprese aggiuntive, tenutesi poi tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno 2019.

Questione di toni e contenuto, a quanto pare, perché la direzione intrapresa da Boone era sì identitaria ma poco chiara nelle intenzioni, chiarezza che invece sembrerebbe aver trovato nei reshoot. Più una risistemazione di alcuni eventi focali dell’intreccio e forse qualche legame ancora da confermare con il Marvel Cinematic Universe, ma il regista in merito è stato molto chiaro: quella che vedremo al cinema sarà la versione originale del progetto, quella da lui stesso curata. Ottenuto dunque un PG-13 perché “spaventoso“, New Mutants è finalmente pronto a uscire nelle sale il prossimo aprile, mostrandosi in un full trailer ufficiale a suo modo promettente che regala anche un’interessante prospettiva sul tema della malattia mentale connessa al Gene Mutante.

L’orrore della mutazione

Anche se ammantato da un’aura certamente più orrorifica e non così tipica di un cinecomic Fox o Disney, New Mutants sembra ricordare in qualche modo il Glass di M. Night Shyamalan, nonostante la produzione del film di Boone sia terminata molto prima delle riprese del progetto con protagonisti James McAvoy, Bruce Willis e Samuel L. Jackson. In particolare è l’idea di ambientare più o meno l’intero cinecomic in una struttura chiusa ad avvicinarlo a Glass, così come l’idea originale di approfondire i temi della malattia mentale attraverso il genere. In New Mutants non sembra però venire mai messa in discussione la concretezza dei poteri mutanti dei protagonisti, a differenza ad esempio di quanto accadeva con l’opera di Shyamalan, dove proprio il dubbio era il motore centrale della narrazione, il perno concettuale del racconto.
Il discorso che si nota già a monte del progetto non è infatti l’incertezza sulla realtà dei poteri mutanti dei protagonisti, che sono tra gli altri Anya Taylor-Joy (Magik), Maisie Williams (Wolfsbane) e Charlie Heaton (Cannonball), quanto piuttosto l’unione di situazioni psichiatriche quali depressione, schizofrenia, disturbo borderline o bipolarismo al tema della mutazione, come questi due aspetti possano interagire reciprocamente l’uno sull’altro.

Quanto può incidere l’instabilità mentale di un individuo nell’utilizzo dei suoi poteri mutanti? È una prospettiva interessante e originale trattata peraltro in modo apparentemente adeguato al genere di riferimento, anche se dall’horror prende in realtà qualche distanza. Lo si intuisce dal trailer: l’obiettivo dei ragazzi intrappolati in questa specie di ospedale psichiatrico-prigione, quasi fosse una casa infestata, è quello di fare squadra e non di separarsi.

Unire le forze per emergere dal terrore e non dividersi per morire. Parte dell’evoluzione nei loro geni, probabilmente, e di un’idea di Boone per decodificare con più intelligenza dei topoi dell’orrore fin troppo stantii e abusati come carburante narrativo.
Tutto questo viene poi messo in scena attraverso una scenografia sporca e decadente, malata e inquietante. Un dedalo da cui fuggire, dove i nostri protagonisti sembrano dover fare i conti con i loro demoni interiori, in questo caso i poteri mutanti, che ne scombussolano le percezioni e con cui devono invece imparare a convivere per sopravvivere, tanto alla loro psiche corrotta dalla malattia mentale (derivante da solitudine o abusi), quanto agli incubi che si celano nelle mura di quel carcere. Se riusciranno a cavarsela o meno questi Nuovi Mutanti, comunque, lo scopriremo soltanto il 2 aprile 2020, giorno d’uscita del film nelle sale.

Fonte : Everyeye