Belli e impossibili: dieci luoghi straordinari e pericolosi

GANSBAA, SUDAFRICA – E’ una località turistica sulla costa meridionale del Sudafrica. A dispetto della sua popolarità, la costa è letteralmente infestata da grandi e micidiali grandi squali bianchi, attratti in modo irresistibile dalle popolose colonie locali di foche. Gli squali sono facili da avvistare per i turisti specie tra aprile e settembre, ma naturalmente nessuno si avventura in acqua.  

SKELETON COAST, NAMIBIA – Ha la fama di essere uno dei tratti di costa più inospitale del pianeta. Situata sulla riviera atlantica della Namibia, deve il suo nome alle numerose carcasse di balena e scheletri di foca sparsi un po’ dappertutto sul litorale. E’ verosimile immaginare che abbiano perso la vita qui anche numerosi marinai a causa dei frequenti naufragi e della natura ostile.  

DESERTO DELLA DANCALIA, ETIOPIA – Si trova nella parte nord-orientale del Paese e costituisce uno degli è uno degli angoli più affascinanti e inospitali della Terra. E’ conosciuto con molti nomi, tra cui deserto dei Dancali o del Danachili, è un luogo dal clima infernale e insieme dal fascino surreale, con bizzarre formazioni geologiche e un caleidoscopio di colori fantasmagorici, dovute alla presenza di minerali nel sottosuolo, tra cui cloruro di potassio, magnesio e zolfo.   

LAGO NATRON, TANZANIA – Il suo aspetto sembra extraterrestre: questo bizzarro lago della Tanzania  deve la sua colorazione rossastra alle incrostazioni di sale presenti sulla superficie nelle quali proliferano alcune specie di cianobatteri, la cui pigmentazione conferisce alle acque, profonde al massimo tre metri, il colore caratteristico. L’unico animale in grado di sopravvivere qui è il fenicottero minore, le cui zampe e becco sono ricoperte da una sostanza che li isola dal natron, una sostanza caustica presente nelle acque. .  

CHI-NO-IKE JIGOKU, BEPPU, GIAPPONE – E’ profondo circa 200 metri e il suo nome significa “Pozzo di Sangue” e fa parte di un complesso di otto sorgenti caldissime spettacolari, caratterizzate da acque di un inquietante color rosso sangue. Anche la temperatura è proibitiva: 78°C.  Il colore deriva dal ferro acido e dall’argilla ricca di magnesio di cui è impregnato il suolo. Inutile dire che qui è sconsigliabile fare il bagno. 

VALLE DELLA MORTE, KAMCHATKA, RUSSIA – Non siamo negli Stati Uniti, ma nel gelo desolato della Russia Orientale.  Siamo a breve distanza dalla Valle dei Geysers: la presenza di forti concentrazioni di gas tossici rende difficile la vita di piante e animali. A causa delle esalazioni di gas dal sottosuolo e delle emissioni di gas tossici dal vulcano Kikhpinych è pericolosa anche per gli esseri umani. 

OYMYAKON, RUSSIA – Questo villaggio di 800 abitanti localizzato nel Nord-est della Repubblica di Sacha-Jacuzia nella Siberia orientale, in Russia, ha fatto registrare la  temperatura più bassa dell’aria mai registrata sul Pianeta, con -67,7 gradi. Nella lingua locale il nome del villaggio significa “acqua non congelata”, a causa della presenza di una sorgente calda naturale.  

ATOLLO DI BIKINI, ISOLE MARSHALL, OCEANIA – L’isola è incantevole ed Patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco, ma non è il caso di fare una meta per le vacanze. In questo luogo, infatti, gli Stati Uniti hanno condotto una lunga serie di test nucleari tra il 1946 e il 1958, e l’isola è ancora fortemente contaminata dalle radiazioni. E’ anche impossibile l’utilizzo di qualsiasi prodotto della natura, dalle noci di cocco ai pesci. 

FRASER ISLAND, AUSTRALIA – E’ probabilmente la spiaggia più pericolosa del pianeta. Nonostante il suo aspetto suggestivo, la sabbia nasconde ragni dal morso letale, mentre il litorale è battuto dai dingo, pericolosi cani selvatici e adesso specie protetta. Non mancano neppure pericolose creature marine, tra cui squali ferocissimi e meduse velenose.   

MADIDI NATIONAL PARK, BOLIVIA – Il parco nazionale Madidi è un’area naturale protetta della Bolivia, che ospita alcune tra le creature più letali della Terra. Si tratta del luogo con la maggiore biodiversità del pianeta, ma quasi tutto ciò che vive qui, piante, animali o insetti, è velenoso e spesso letale, anche per gli esseri umani: la gran parte di questi veleni è ancora sconosciuta, poco studiata e ha effetti estremamente rapidi sulle vittime. 

Fonte : TgCom