Juventus, così Demiral ha conquistato Sarri e tolto il posto a De Ligt

L’energia di Merih Demiral sta convincendo Maurizio Sarri e la Juventus. Il difensore turco, cresciuto con l’ex Manchester United Nemanja Vidic come ispirazione, nelle ultime settimane ha adombrato Matthijs De Ligt, il secondo centrale più pagato di sempre. “De Ligt diventerà uno dei difensori più forti del mondo” ha detto il tecnico, “in cinque mesi ha dovuto imparare una nuova lingua e una nuova filosofia calcistica. Demiral in questo momento è in grande salute fisica e mentale e mi sembra giusto sfruttarlo”. Oltre al momento individuale, in questo momento Demiral, molto criticato per l’esultanza in nazionale con il saluto militare, si incastra meglio dentro una ricerca più generale di equilibrio per rendere il tridente Cristiano Ronaldo-Dybala-Higuain un’opzione più sostenibile.

Demiral, un centrale istintivo e aggressivo

Già nel Sassuolo di De Zerbi, Demiral si faceva notare per uno stile energico e aggressivo. Più istintivo che votato alla lettura delle situazioni di gioco, e il rigore provocato contro il Verona lo conferma, nelle partite ufficiali con la Juve ha vinto in media 14,37 duelli (il 74% del totale), di cui 6,25 difensivi, e 5 contrasti aerei.

Ha una media di 3,91 intercetti a partita, quinto nella rosa bianconera in questo aspetto del gioco. Nella gara di Champions League a Leverkusen contro il Bayer, è risultato il giocatore della Juve che ha intercettato più palloni (10). La mappa di questi interventi (dati Wyscout) rivela come il turco vada a cercare il pallone anche molto lontano dall’area di rigore, accettando l’idea che una scelta aggressiva possa non avere successo.

in foto: La mappa degli intercetti di Demiral durante Bayer Leverkusen–Juve. Si nota come vada a cercarsi il pallone anche in posizioni avanzate (fonte: Wyscout)

La volontà di andare a chiudere sull’uomo, di difendere in avanti per ostruire linee di passaggio e di tiro, ben si accorda all’idea di calcio di Sarri. Ma lo porta anche a eccessi di zelo che non sempre pagano, come in questa occasione in Supercoppa contro la Lazio. Correa temporeggia e riesce così ad evitare il suo primo intervento, liberando Milinkovic-Savic che arriva da dietro, temporeggia, lo aggira e conclude.

Uno contro uno: duelli fisici e scivolate

Sarri punta a mantenere le linee compatte in entrambe le fasi di gioco. La Juve sta gradualmente imparando a difendere di reparto, che vuol dire anche rinunciare a interventi azzardati in scivolata. Demiral ne vince uno ogni due a partita. Significativo questo anticipo su Haavertz, pericoloso attaccante del Bayer Leverkusen.

Demiral non indulge in questo tipo di contrasti, anche se la consapevolezza di poter gestire il confronto uno contro uno in campo aperto gli permette di coprire più campo e proteggere i compagni. In questa occasione, contro l’Udinese, Danilo va a coprire su Larsen che anticipa la verticalizzazione nello spazio di mezzo per Fofana. Demiral, che gioca sul centro-destra, si stacca per andare ad anticiparlo portandolo verso l’esterno.

Demiral non è uno sprinter nel breve, ma è veloce nell’allungo. In questo modo, garantisce coperture preventive efficaci anche a palla scoperta. Avere in squadra un difensore così, come ha scoperto anche De Zerbi al Sassuolo nello scorso campionato, fa sì che tutta la squadra possa mantenere il baricentro più alto anche quando il pallone ce l’hanno gli avversari. Demiral, scriveva Dario Pergolizzi su Ultimo Uomo la scorsa estate, “è abilissimo a difendere in avanti, e spesso riesce a disturbare gli avversari aiutandosi con il corpo anche quando non trova immediatamente il pallone”. E con il corpo chiude gli spazi, sottrae gradi di libertà agli attaccanti.

La gestione della profondità

Anche sul piano della gestione della profondità, si nota come il turco confidi nelle sue possibilità di recupero della posizione quando si trova a dover guidare da dietro la fase di pressione. Lo si nota bene in questa azione contro il Cagliari. Sul lancio in verticale di Nainggolan, Demiral mantiene il busto orientato verso l’esterno e con la testa guarda la palla. Nel correre all’indietro, gli aggiustamenti nella direzione della corsa inducono Simeone a contro-movimenti che lo allontanano dal centro.

Anche la mappa dei duelli aerei, vinti e persi, nella partita contro la Sampdoria in cui ne ha tentati 15 (il suo primato personale finora in bianconero in un singolo match, confermano la sua tendenza all’esuberanza.

Rispetto a De Ligt, che pure ha pagato proprio la difficoltà a passare da un principio di difesa aggressiva sull’uomo a un’impostazione di reparto, il rendimento attuale sembra premia Demiral, proprio perché conosce meglio la filosofia organizzativa. Certo, nel confronto dei dati di rendimento vanno comunque considerati due aspetti: l’esiguo numero di partite del turco e l’effetto delle prime negative prestazioni sulle medie dell’olandese.

Demiral e De Ligt a confronto

Finora De Ligt, che tende a giocare più sul centro-sinistra, ha vinto più contrasti in scivolata, intercettato più passaggi, spazzato più volte l’area. Demiral, più efficace nei duelli difensivi e aerei, ha frustrato più tiri e perso meno palloni nella propria metà campo: un fattore rilevante per una squadra come la Juve che ha faticato a mantenere l’equilibrio alle spalle delle mezzali di fronte ai contrattacchi degli avversari.

L’olandese è chiaramente più efficace in fase di impostazione, che è comunque un’altra delle chiavi della visione di Sarri e più in generale del successo nell’attuale declinazione del calcio in Europa. De Ligt è più preciso negli appoggi corti e nei lanci lunghi, riceve più passaggi. Demiral, che si alza come abbiamo visto anche in progressione, porta leggermente più palloni verso la trequarti avversaria, anche se con livelli di accuratezza più bassi rispetto a De Ligt.

Al momento, Demiral appaiono complementari, non rivali per lo stesso posto nella difesa a quattro. Nel medio periodo, è più probabile che De Ligt diventi più efficace nel posizionamento e nei contrasti, e non che Demiral evolva in un razionale costruttore di gioco dal basso. Il turco è l’uomo giusto nel momento giusto, per una squadra che sta lavorando su se stessa. Anche se potrebbe essere De Ligt a godersi di più i frutti del lavoro, se dovesse avere successo.

Fonte : Fanpage