Quali sono i siti culturali dell’Iran che Trump ha minacciato di attaccare?

L’artista iraniano Mohammad Hassan Forouzanfar ha replicato alle minacce del presidente Usa offrendo uno spaccato del patrimonio culturale dell’Iran. Dieci immagini, tra cui diversi patrimoni Unesco da scoprire

La moschea dello Sciecco Loftollah (Immagine: Mohammad Hassan Forouzanfar)

Una bandiera bianca sui monumenti più importanti dell’Iran. È la risposta al presidente americano Donald Trump che soltanto qualche giorno fa, durante l’escalation di tensione fra Usa e Iran, aveva minacciato, ovviamente su Twitter, di voler colpire luoghi di “altissimo livello per la cultura iraniana”. Non si è fatta attendere la replica dell’Unesco – e lo stesso Trump, a distanza di ore, aveva parzialmente ritrattato – ma se ne è parlato abbastanza perché i siti Unesco della fu Persia diventassero un argomento di dominio pubblico.

L’artista e architetto iraniano Mohammad Hassan Forouzanfar ha pensato di realizzare dieci immagini dove una bandiera bianca sventola su dieci tra i monumenti più cari all’Iran, la maggior parte dei quali figura proprio nella lista dei patrimoni mondiali dell’umanità stilata dall’Unesco. Certo, Trump non è nuovo a lanciare i suoi missili migliori via Twitter e tuttavia, anche se oggi il clima bellico sembra andare smorzandosi, resta la preoccupazione che in caso di uno scontro armato possa accadere qualcosa anche a questi tesori della cultura mediorientale. Forouzanfar ha accompagnato le sue immagini con un solo hashtag, semplice ma eloquente: #peace.

Cinquantadue: sono i siti che il presidente americano, nel suo tweet, aveva detto di esser pronto a colpire – simbolicamente 52 come gli americani che furono presi in ostaggio in Iran tra il 1979 e il 1981 durante la rivoluzione islamica. Non sappiamo quali fossero, né effettivamente se esistesse davvero una lista, ma quel che è certo invece è che è lunga la lista dei tesori dell’Iran, erede di una storia millenaria, che passa dal celebre impero persiano e dall’antica civiltà di Elam, che affonda le sue radici nel terzo millennio a.C.

Come ha scritto Forouzanfar su Instagram: “L’Iran ha una cultura fluida. Dai romani ai moghul, chi è entrato ha lasciato il segno”. Tra le bellezze che conserva, 24 sono Patrimonio dell’umanità, di cui 22 culturali e due naturalistiche. L’artista tuttavia ha scelto dieci monumenti, di cui tre non sono inclusi nella lista Unesco. “Credo” – ha raccontato l’artista a Wired – “che le dieci immagini raccontino diversi periodi della storia iraniana, in vari luoghi del paese. Ne rappresentano la grande varietà culturale, religiosa e storica”.

La tomba di Ciro il Grande (Immagine: Mohammad Hassan Forouzanfar)

La prima a comparire è quella che è considerata la tomba di Ciro il Grande, l’imperatore persiano. Risale al 530 a.C. ed è il monumento più conosciuto di tutto il sito di Pasargadae, antica città persiana.

La cittadella di Bam (Immagine: Mohammad Hassan Forouzanfar)

Quasi contemporanea è la cittadella di Bam, una grande fortezza-città costruita lungo la Via della Seta. La cittadella è resistita per 2500 anni quando nel 2003 è stata quasi rasa al suolo da un terremoto violento. L’Italia fu tra i primi Paesi a spendersi per la sua ricostruzione.

Choqa Zanbil (Immagine: Mohammad Hassan Forouzanfar)

Del XII secolo a. C., durante la cosiddetta civiltà elamita, è lo ziqqurat di Choqa Zanbil, tra i pochissimi conservati fuori dall’area storica della Mesopotamia. Tornando più indietro ancora nel passato, incontriamo la città di Shahr-e Sukhte, le sue più antiche rovine hanno cinquemila anni: risalgono infatti all’età del bronzo, facendone uno dei più antichi grandi insediamenti al mondo, per questo rientra nella lista Unesco. Oggi si trova non lontano dal confine con Pakistan e Afghanistan.

Persepoli (Immagine: Mohammad Hassan Forouzanfar)

Svetta una bandiera bianca anche su Persepoli, tra le città capitali dell’impero persiano, all’epoca popolato da edifici colossali di cui tuttora è ammirabile un vasto complesso di rovine. Parte della storia dell’impero persiano anche il sito di Taq-e Bostan: un serie di rilievi scolpiti sulla roccia durante la dinastia Sasanide, a partire dal 380 a.C. L’ultima dell’incisioni è però molto più recente: XIX secolo.

Taq-e Bostan (Immagine: Mohammad Hassan Forouzanfar)

Più vicino al moderno Iran, è la moschea dello Sceicco Loftollah, nella città di Isfahan. Fu realizzata per ordine dello scià Abbas I agli inizi del 1600 assieme alla piazza Naqsh-e Jahan, su cui si affaccia ed era la moschea privata della corte reale. Il complesso della piazza, tra le più grandi del mondo, è il primo in Iran a esser stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Il tempio zoroastriano (Immagine: Mohammad Hassan Forouzanfar)

E però la lista non si esaurisce: ci sono altri patrimoni Unesco iraniani che non compaiono in questa serie, come il palazzo del Golestan, storica residenza reale a Teheran, edificato a partire dal Cinquecento e ricostruito nel 1865. Così come la Moschea del venerdì, gioiello costruito a Isfahan tra il 1000 e il 1100, e i complessi monastici armeni che si trovano nel nord-ovest del paese, tuttora meta di pellegrinaggio degli armeno-ortodossi e testimoni dello scambio religioso e di culture. Compaiono invece tra le immagini di Forouzanfar anche alcuni edifici che non sono nella lista dei patrimoni Unesco, ma particolarmente significativi per la storia del paese e per raccontarne la varietà: il tempio zoroastriano, edificato nel 1934, la tomba del poeta trecentesco Hafez e il palazzo Masudieh, del 1878, che a Teheran è stato un importante centro culturale, come prima biblioteca nazionale dell’Iran.

La tomba del poeta Hafez (Immagine: Mohammad Hassan Forouzanfar)

 “Questi monumenti” ha scritto su Instagram “possono essere distrutti, ma non la cultura stessa. Essere iraniani è nella nostra memoria collettiva”. Mentre le sue immagini hanno riscosso successo fuori dai confini dell’Iran, l’artista ha spiegato a Wired: “Il nostro messaggio è chiaramente: pace. Pace vuol dire pace, non paura né resa, nient’altro. La storia tragica dell’Iran è piena di guerre, di alti e bassi, ma quanto resta è la pace. E non lo dico io, lo raccontano la cultura e la storia iraniana. Per questo, la minaccia al patrimonio iraniano è una minaccia al patrimonio dell’umanità. Viviamo in un mondo violento e abbiamo bisogno di cura per il nostro passato”.

Fonte : Wired