Strage di Erba, morto l’uomo che si era invaghito di Rosa Bazzi in carcere

La notizia di quell’infatuazione nata in carcere era trapelata lo scorso aprile quando sulla stampa locale del Comasco il nome di Rosa Bazzi, la donna che sta scontando l’ergastolo presso il carcere di Bollate poiché considerata l’autrice insieme col marito Olindo Romano della strage di Erba, fu associato a quello di un altro detenuto. Un uomo di 60 anni, condannato all’ergastolo per omicidio e per questo anch’egli nel carcere di Bollate, che si era invaghito della 56enne e che per questo aveva anche deciso di rinunciare alla possibilità di lavorare fuori dal carcere, in regime di semilibertà, pur di non allontanarsi da lei. Decisione a quanto pare poi rivalutata poco dopo visto che l’uomo, secondo quanto riportato dal settimanale Giallo, sarebbe morto.

Marco Alberti travolto e ucciso da un’auto a Corsico lo scorso dicembre

Il suo decesso infatti è da ricollegare a un altro fatto di cronaca avvenuto lo scorso dicembre a Corsico, alle porte di Milano, dove un uomo è morto dopo essere stato investito da un’auto: quell’uomo era Marco Alberti, detto “Mirko”, 60enne condannato all’ergastolo per aver ucciso e poi averne fatto sparire il cadavere, Antonio Panozzo. Secondo quanto riportato da “Giallo”, il nome del presunto spasimante di Rosa Bazzi corrisponderebbe proprio a quello di Marco Alberti: l’uomo infatti viveva in un regime di semilibertà e dopo la giornata trascorsa a lavorare così come previsto nell’ambito del suo reinserimento nella società, era obbligato a rientrare al carcere di Bollate ogni sera. Nella notte tra il 15 e il 16 dicembre però fu investito da un’auto, e le ferite riportate nell’impatto non gli hanno lasciato scampo. Una morte quella di “Mirko” che Rosa Bazzi avrebbe accolto con dispiacere secondo quanto riportato dal settimanale.

I due si sarebbero conosciuti nel carcere di Bollate

I due infatti si sarebbero conosciuti nel periodo in cui Rosa aveva iniziato a lavorare come volontaria presso un laboratorio della sezione maschile del carcere di Bollate: una conoscenza che avrebbe dato il via a una simpatia durata diverso tempo, almeno fino a quando la scorsa estate all’uomo era stato concesso il regime di semilibertà. Come riportato da Fanpage.it al tempo però, l’avvocato di Rosa Bazzi e Olindo Romano aveva smentito le voci su questo presunto spasimante e dunque anche del presunto “amore” tra la 56enne e il detenuto, ipotizzando addirittura una sorta di attacco da parte di qualche loro avversario ai suoi assistiti.

Fonte : Fanpage