M5s, Di Maio lancia il cronoprogramma di governo: “Prepariamolo con gruppo di lavoro parlamentare”

Il capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, risponde indirettamente al documento presentato da alcuni senatori pentastellati con le richieste rivolte ai vertici del partito. Di Maio parla in assemblea congiunta, dove partecipano deputati e senatori del Movimento. Secondo quanto si apprende, Di Maio avrebbe spiegato: “Vogliamo un cronoprogramma che dica ‘cosa’ e ‘quando’, perché i tempi vanno rispettati al massimo. Deve essere un cronoprogramma credibile che dovrà dare risposte serie ai cittadini. Per la realizzazione del cronoprogramma servirà un gruppo di lavoro”. Questo cronoprogramma servirà per pianificare i temi da affrontare nei prossimi tre anni e dovrà essere ideato insieme al Parlamento: “Deve essere coinvolto al massimo”.

Per quanto riguarda le priorità da seguire per il governo, verranno individuate a partire da fine gennaio, avrebbe spiegato il capo politico pentastellato: “Le forze politiche individueranno le proprie priorità. A quel punto ci riuniremo e verrà fatto uno studio di fattibilità per individuare anche i tempi di realizzazione”. Per il gruppo di lavoro che servirà per la stesura del cronoprogramma Di Maio starebbe pensando “ai capigruppo di commissione, ai capigruppo di Camera e Senato, o loro delegati: questo lavoro dovrà essere coordinato dal team del futuro in modo da coinvolgere anche le idee di consiglieri comunali, regionali ed eurodeputati”.

Di Maio guarda poi agli Stati generali del Movimento 5 Stelle: “Possiamo discutere di tutto, anzi penso che sia opportuno farlo. Per questo abbiamo individuato il luogo dove farlo in maniera approfondita: saranno gli stati generali del Movimento 5 Stelle di marzo. Sarà l’occasione per riuscire a dare una nuova vision al Movimento. E per farlo dovremo guardare ai prossimi 10 anni”.

Durante l’assemblea hanno preso la parola anche altri esponenti del Movimento 5 Stelle. E qualcuno non ha risparmiato critiche esplicite a Di Maio e al sistema verticistico pentastellato. Luigi Gallo, presidente della commissione Cultura alla Camera, avrebbe chiesto – secondo quanto apprende l’Adnkronos – di “superare il modello che vede una struttura solo con capo politico”. Concetto simile a quello espresso da Mattia Crucioli, tra i promotori del documento di alcuni senatori: “Il capo politico non può fare anche il ministro. Non basterebbe Superman. Servono forze dedicate al lavoro interno del Movimento”.

Fonte : Fanpage