La “piccola” Sonos fa causa al gigante Google

Sonos, azienda statunitense d’elettronica di consumo fondata nel 2002 da John MacFarlane, brindava nel 2013 all’ottimo affare siglato con Google. il gigante di Mountain View aveva accettato infatti di aggiornare la compatibilità dei propri servizi di musica in streaming per lavorare facilmente con gli altoparlanti domestici di Sonos, è quanto apprendiamo da un articolo del NewYorkTimes.com

Ora le cose sono un po’ cambiate martedì infatti Sonos ha fatto causa a Google in due sistemi giudiziari federali, chiedendo danni economici e un divieto di vendita di altoparlanti e smartphone Google negli stati uniti.

Sonos ha accusato Google di aver violato, sfruttando l’accesso alla tecnologia Sonos per lavorare all’implementazione degli altoparlamenti con i servizi di musica in streaming, cinque dei suoi brevetti, inclusa la tecnologia che consente agli altoparlanti wireless di connettersi e sincronizzarsi tra loro.

Google avrebbe copiato quelle tecnologie per isuoi smart speaker, ma anche sugli smartphone Pixel e sui laptop, obbligando così Sonos anche ad abbassare per non essere sbalzata fuori dal mercato.

Questa causa è mossa anche per sottolineare lo squilibrio sempre più frequente che si verifica quando una casa piccola prova a entrare in affari con i colossi dell’elettronica come Google e Amazon.

Che secondo il portavoce di Sonos, spremono le case più piccole fino all’ultima goccia.

L’amministratore delegato della società, Patrick Spence, ha detto che “Google ha copiato in modo lampante e consapevole la nostra tecnologia brevettata. Nonostante i nostri ripetuti ed estesi sforzi negli ultimi anni, Google non ha mostrato alcuna volontà di lavorare con noi per una soluzione reciprocamente vantaggiosa. Non ci resta altra scelta se non quella di avviare un contenzioso“, come riporta Wired.it

Da Google, invece, si dicono dispiaciuti per quanto accaduto. Il portavoce Jose Castaneda ha commentato: “Siamo delusi dal fatto che Sonos abbia fatto causa invece di continuare le trattative in buona fede. Respingiamo le accuse e ci difenderemo.”

Fonte : Affari Italiani