Legge elettorale, arriva il Germanicum ma il diritto di tribuna (e non solo) fa discutere

Un sistema elettorale ispirato al modello tedesco, già ribattezzato Germanicum: è questa la proposta di legge depositata dal presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera Giuseppe Brescia dopo il vertice di maggioranza. Demandato ad successivo confronto il tema delle liste bloccate e delle preferenze, accidentato terreno di scontro sul tema di democrazia interna ai partiti e rischio influenze.

Il Germanicum prevede l’assegnazione dei seggi con metodo proporzionale, uno sbarramento del 5% e un meccanismo che permetta il diritto di tribuna.

Legge elettorale, che cos’è il diritto di tribuna

Se da una parte la legge elettorale presentata da Brescia innalza dal 3% al 5 per cento i voti necessari espressi sul piano nazionale per approdare in Parlamento (abbassando parimenti la soglia regionale al 15%), prevede altresì un diritto di tribuna per le forze minori.

Diritto di tribuna significa che ottiene seggi anche il partito che fallendo l’obiettivo del 5% nazionale, arriva a tre quozienti in almeno due Regioni e al Senato in una Regione, partecipando alla ripartizione a quozienti pieni.

Anche il diritto di tribuna si ispira al modello tedesco anche se il sistema di assegnazione è diverso, dato che in Germania esistono collegi uninominali e il numero dei Parlamentari è variabile e non fisso come in Italia.

Proprio questo sistema non piace a parte della maggioranza. In particolare Italia Viva ha annunciato battaglia. Come spiega Marco Di Maio, capogruppo di Italia Viva in Commissione Affari Costituzionali alla Camera, spiega che il diritto di tribuna che “potrebbe rivelarsi uno strumento surrettizio per incentivare la nascita di micro-formazioni, con le conseguenze che ciò comporta sul sistema dei partiti. Nel corso dell’esame parlamentare ci batteremo, dunque, per superare questa norma”.

Legge elettorale, Salvini e Meloni contro la proprosta Brescia

Di “ritorno alla palude della Prima Repubblica” parla Fratelli d’Italia che spiega che il sistema elettorale proposto in “in Germania ha portato ad un inciucio permanente”. Sotta accusa in particolare è il metodo proporzionale della ripartizione dei seggi.  Il partito di Giorgia Meloni punta invece ad un sistema maggioritario accompagnato ad una riforma in chiave presidenziale. 

Dal canto suo Matteo Salvini torna a sbandierare la necessità di un referendum per introdurre una legge elettorale di stampo maggioritario. “Chi vince governa senza trucchi” è lo slogan scandito dal segretario della Lega.

Ma ora torniamo a vedere come si compone la proposta di riforma della legge elettorale. 

Legge elettorale, il testo della proposta di legge

Il testo per la nuova legge elettorale depositato dal deputato del Movimento 5 stelle si compone di 3 articoli.

L’articolo 1 reca modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957 n. 361 che concerne il sistema di elezione della Camera dei deputati sopprimendo tutti i riferimenti ai collegi uninominali ed alle colazioni di liste. Sono state inoltre rimodulate le soglie del 3 e del 20 per cento, attualmente vigenti, fissandole rispettivamente al 5 e al 15 per cento dei voti validi espressi, e viene introdotto il diritto di tribuna.

L’articolo 2 reca modifiche al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533 che concerne il sistema di elezione del Senato della Repubblica. In analogia con le modifiche apportate al testo unico per l’elezione della Camera dei deputati sono stati eliminati tutti i riferimenti ai collegi uninominali ed alle colazioni di liste e sono state inoltre rimodulate le soglie del 3 e del 20 per cento, attualmente vigenti, fissandole sul piano nazionale al 5 per cento e al 15 per cento dei voti validi espressi almeno in una regione, e viene introdotto il diritto di tribuna. Nella regione Trentino – Alto Adige viene mantenuta la previsione di collegi uninominali accanto ad una quota proporzionale.

L’articolo 3 conferisce al Governo una nuova delega per la determinazione dei collegi plurinominali delle Camere specificando i relativi criteri e la procedura per l’adozione dello schema di decreto legislativo”.

“Si tratta di un testo semplice per far partire il dibattito parlamentare da alcuni chiari punti – afferma Giuseppe Brescia – ovvero abolizione dei collegi uninominali, proporzionale, soglia di sbarramento nazionale al 5% e diritto di tribuna”

Germanicum: che cosa cambia con la nuova legge elettorale

La proposta cancella i collegi uninominali del Rosatellum e ne utilizza i 63 collegi proporzionali e le 28 circoscrizioni. Ottiene seggi anche il partito che non supera il 5% nazionale, ma ottiene il quoziente in 3 circoscrizioni in 2 Regioni.

Dei 400 seggi della futura Camera, 8 spetteranno ai deputati eletti all’Estero (nelle circoscrizioni Estere con metodo proporzionale), un seggio va all’eletto in Valle d’Aosta in un collegio uninominale. I restanti 391 seggi sono distribuiti proporzionalmente tra i partiti che superano lo sbarramento del 5%. I 63 collegi plurinominali del Rosatellum servivano per eleggere 386 deputati, quindi funzionano anche per la nuova Camera formato “mignon”.

Stesso metodo per assegnare i 200 seggi del nuovo Senato: quattro vanno ai senatori eletti all’estero, uno alla Val d’Aosta e i restanti 195 sono distribuiti ai partiti che nel resto d’Italia superano il 5%.

Fonte : Today