I cinque migliori Dracula della tv

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Finora gli adattamenti Netflix di cartoni animati nipponici hanno fatto abbastanza accapponare la pelle ai seguaci degli originali: basti pensare al caso di Death Note. Con i videogame è andata meglio e la trasposizione della leggendaria Castlevania della Konami in anime è un ottimo esperimento, specialmente grazie a un’estetica che si rifa al meravigliosi character design di Ayami Kojima. Il Dracula di questa versione è uno dei migliori di sempre, un’austera e potentissima creatura dai poteri pressoché divini in lutto per la perdita della donna amata – una comune mortale -, per colpa di uno stuolo di preti bigotti e bifolchi superstiziosi che la accusano di stregoneria. Accecato dalla sete di vendetta, oscuro e spietato, è la versione più elegante del Dracula letterario L’irlandese Jonathan Rhys-Meyers, attore a suo agio con i period drama e che il pubblico televisivo conosce bene nei panni del lussurioso re Enrico VIII della serie I Tudor, ha prestato anche le sue mirabili fattezze al vampiro per eccellenza. In questa serie prodotta dal canale in chiaro americano Nbc e durata solo una stagione, Dracula non sbarca sulle coste britanniche dopo la traversata in nave che costa la vita a tutti i suoi passeggeri sbranati, bensì raggiunge il nuovo mondo e si installa a New York (un po’ come lo Sherlock Holmes di Elementary). In questa versione si spaccia per un ricco mecenate con una passione per la scienza, in particolare per gli esperimenti sull’elettricità in stile Nikola Tesla. Intorno a lui ci sono Mina, Renfield e altri personaggi letterari rivisitati per l’occasione, e anche nel loro caso come in quello del protagonista, dell’originale resta poco (tuttavia il vagamente allucinato Rhys Meyers vale la visione) È la versione più fedele a quella letteraria, almeno per quanto riguarda le prime due parti di questo adattamento firmato da Steven Moffat e Mark Gatiss di Sherlock, che ha appena debuttato su Netflix. Come il Dracula originale era una creatura perversa e quasi animalesca, ingannatrice, crudele e divertita dall’inferiorità dei mortali, così il conte, incarnato da Claes Bang, è lontano dal modello romantico prediletto dai seguaci del mito del vampiro. Per nulla interessato alle faccende sentimentali, totalmente amorale e governato solo dalla sete di sangue, è un vero mostro, un’icona horror che si bea della disperazione altrui e gioca con le sue vittime tra orridi sperimenti e oscene provocazioni (specialmente nei confronti delle suore) L’ Chi apprezza la serialità britannica ricorderà di essersi imbattuto varie volte in Marc Warren, interprete inglese visto in svariate produzioni (per esempio, la grottesca Mad Dogs). Biondo e non particolarmente attraente, non si sarebbe detto la scelta ideale per la parte del mitico vampiro, eppure in questo adattamento del canale di Stato britannico non se l’è cavata male. La Bbc, campionessa nella produzione di drammi in costume, realizza una sceneggiato in formato tv movie con un Dracula giovanotto irrequieto, desideroso di liberare tutta la sua brama di sangue sui poveri cittadini della Londra vittoriana. L’accoppiata Dracula e teenage angst, in effetti, mancava


Fonte : Wired