Auto acquistate on line con assegni falsi e rivendute all’estero: venditori truffati per 70mila euro

Una truffa da 70 mila euro ai danni di sei vittime. Numeri, quelli accertati, che potrebbero però salire secondo la polizia di Stato impegnata a far luce su un giro d’affari messo in piedi da una banda di cinque persone con un modus operandi definito: compare un’auto usata online, pagare con un assegno falso il venerdì, quindi portare la vettura in Romania, montare una nuova targa e poi rimettere in vendita l’auto incassando così il denaro. Il tutto alle spalle di venditori che non riuscivano ad accertare l’autenticità dell’assegno ricevuto, complice il sabato e la domenica di mezzo. 

La truffa dell’auto venduta on line

A scoperchiare il vaso ci ha pensato un libero professionista romano, vittima della truffa. Lui, come tanti, aveva messo in vendita la sua auto di grossa cilindrata sul web. A contattarlo, dopo pochi giorni, un sedicente acquirente. Qualche telefonata, la trattativa e quindi la chiusura dell’affare per 11mila euro. Fin qui tutto all’apparenza normale. 

Così come nessun sospetto destava lo scambio di documenti. Già perché l’imprenditore era stato convocato un venerdì, in una sede che si occupa di pratiche auto ai Parioli. Rassicurato dalla cornice della ‘Roma bene’, lo scambio poteva avvenire: i documenti dell’auto in favore dell’assegno di 11mila euro. 

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A questo punto, però, va in scena la truffa. Nel week end successivo, con le banche chiuse, il venditore è stato impossibilitato a versare l’assegno (risultato poi falso). Nel frattempo l’acquirente, invece, già il sabato successivo grazie ad un suo complice aveva portato l’auto in Romania, dove veniva poi rivenduta. Tutto all’insaputa della persona ormai truffata a cui non è restato altro che sporgere denuncia al commissariato San Giovanni. 

Le indagini della polizia con immagini satellitari

Le indagini degli inquirenti coordinati dal dottor Mauro Baroni hanno quindi ricostruito il quadro: grazie ad una documentazione falsa le macchine venivano cancellate dalla circolazione e trasportate in Romania dove venivano appunto nuovamente messe in vendita.

Un lavoro di intelligence, che i poliziotti hanno portato a termine scandagliando i siti on line in cui vengono vendute le auto, le immagini satellitari e le comparazioni con i fotogrammi di Google Street.
 

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La banda che truffa chi venda auto online

Non solo. Gli agenti hanno poi scoperto come era strutturato il sodalizio alla base del quale c’erano tre italiani di 30, 50 e 52 anni che avevano il ruolo di contattare i venditori da truffare, convocarli in agenzie per le pratiche auto (ignare di tutto) in Prati e Parioli e poi pagarli con assegni falsi.

Quindi c’era un 37enne romeno, che aveva il compito di portare le auto “comprate” in Romania e un 27enne rom di Tor Bella Monaca, impegnato a fornire i documenti falsi. 

Gli accertamenti hanno così permesso di capire che a Roma, con la stesse modalità, erano state effettuate altre cinque truffe (con altrettante vittime) per circa 58.750 euro. Le 5 persone della banda sono state denunciate per riciclaggio e truffa.​ 

I consigli per evitare le truffe

“Chi vende auto on line deve diffidare dagli acquirenti che vogliono concludere l’affare in poco tempo e soprattutto il venerdì, perché la chiusura delle banche nel week end impedisce un rapido riscontro. Gli assegni, inoltre, non sono un metodo di pagamento sicuro”, sottolineano a RomaToday fonti della Questura.

Non solo. Le forze dell’ordine lanciano poi un appello a chiunque sia stato vittima di una truffa simile: recarsi al Commissariato di polizia di San Giovanni per denunciare il fatto. 

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Fonte : Roma Today