La famiglia del calciatore malato di cancro che ha scelto la sedazione: “Sei un guerriero”

Giovanni Custodero insieme alla fidanzata Luana in una foto pubblicata su Facebook

Ha suscitato profonda commozione la storia di Giovanni Custodero, il 27enne brindisino da due anni in lotta contro un sarcoma osseo che qualche giorno fa ha annunciato su Facebook di aver scelto “l’induzione al coma farmacologico” per non “continuare a far prevalere il dolore fisico e la sofferenza su ciò che la sorte ha in serbo”.  

Sempre su Facebook, è arrivata una lettera ufficiale scritta dalla famiglia di Giovanni e pubblicata sul profilo della fidanzata del ragazzo, Luana Amati. Ricostruendo la storia di Giovanni, dal primo sintomo avvertito nel 2015 fino alla diagnosi e il calvario che ha dovuto affrontare, la famiglia spiega chi è davvero il “guerriero sorridente”, come il ragazzo viene definito da chi lo conosce. “Chiunque sarebbe crollato, ma lui no. Lui decide di amputare l’arto fin sotto il ginocchio, se questo significa poter continuare a vivere, e di lì inizia a godersi ogni momento con la sua famiglia, la fidanzata e gli amici”.

Senza mai perdere il sorriso né la determinazione, Giovanni si è impegnato per far sì che la sua storia fosse un punto di riferimento per chi stava combattendo la sua stessa battaglia, raccontando giorno per giorno la sua vita sui social e lanciando iniziative di beneficenza e sensibilizzazione anche grazie ai suoi amici.

“Nel corso di questi anni le sfide sono tante: in seguito all’amputazione e si trova ad affrontare altri 5 interventi, seguiti da cicli di radioterapia e chemioterapia, ma lui non smette mai di sorridere. Vive col sorriso perché pensa che la sua vita sarebbe finita con la prima diagnosi, ma da quel giorno ogni alba è per lui un regalo dal valore inestimabile”, si legge nella lettera.

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Nel post su Facebook compare anche un messaggio dello stesso Giovanni:

“Chi non sorriderebbe di fronte ad un dono del genere? Cosa c’è di più bello di trascorrere un giorno in più con le persone che ami, di passare del tempo con quegli amici di una vita, di ascoltare e cantare a squarciagola quella canzone che ti piace, di sentire il rumore della pioggia in una giornata di tempesta o delle onde contro gli scogli in una serata in riva al mare? Che senso ha stare a pensare alle cose brutte che la vita ci mette davanti quando basta solo aprire gli occhi e guardare oltre le nostre paure per accorgerci di quante cose belle ci circondano? Molte delle cose che alla maggior parte delle persone appaiono ovvie, sono in realtà determinanti. Ad esempio, non mi ero mai accorto di quanto fosse bello il sole finché non sono stato in una stanza di ospedale per 20 giorni, di quanto indispensabile fosse l’amicizia finché non mi è servito un sincero abbraccio, di quanto importante fosse la famiglia fino a quando non è diventata il mio unico punto fermo…di quanto fondamentale fosse Amare, finché Amare non è diventata la mia unica ragione di vita”

“La sedazione continua e profonda è un trattamento sanitario al quale si ricorre per consentire a un paziente terminale di non provare dolore dopo che le altre terapie sono risultate inefficaci – conclude la lettera – Ora riposa tranquillo, circondato dall’affetto delle persone più care, e consapevole del fatto che tutti voi state facendo il tifo per lui, senza mai dimenticare il messaggio che ha voluto diffondere in questi anni: amate la vita”. 

Fonte : Today