Superamento limiti di aflatossine, burro di arachidi richiamato dal mercato: “Non consumatelo”

Un lotto di crema di burro di arachidi, prodotto da Clearspring a Londra, nel Regno Unito, è stato richiamato dal mercato a causa di “rischio chimico”, ovvero del “superamento dei limiti di aflatossine imposti da regolamento”. Ne dà notizia il Ministero della Salute, nella sezione del sito dedicata ai richiami dei prodotti alimentari da parte degli operatori. Il prodotto ritirato dal mercato si chiama “Organic Peanut Butter Crunchy”, il marchio del prodotto è “Clearspring” e in Italia viene commercializzato su tutto il territorio nazionale da Mediterranea Srl, azienda che si trova a Marostica, nella provincia di Vicenza. Nel comunicato apparso in data 8 gennaio 2020 sul sito del Ministero della Salute viene precisato che il burro di arachidi non va consumato. Il prodotto arriva in Italia dallo stabilimento di Clearspring, situato a 19A Acton Park Estate, London W3 7QE, Regno Unito. Il lotto in questione, in confezione da sei vasetti in vetro da 350 grammi, è identificabile con la sigla E193894. La data di scadenza del prodotto è 30-11-2022.

in foto: Il comunicato apparso sul sito del Ministero della Salute

Perché il burro di arachidi non va consumato – Motivo del richiamo – si legge ancora sul sito del Ministero – è il “superamento dei limiti di aflatossine imposti da regolamento”. “Non consumare. Ritirare il prodotto dal mercato e richiamarlo dal consumatore finale”, prosegue il Ministero che ha allegato al comunicato anche due foto della crema di arachidi. Ma cosa sono le aflatossine? Come riportato dal sito dell’EFSA (European Food Safety Authority) le aflatossine sono micotossine prodotte da due specie di “aspergillus”, una particolare tipologia di fungo che si trova soprattutto in zone caratterizzate da clima caldo e umido. Le aflatossine sono note per le loro proprietà cancerogene e genotossiche per cui l’esposizione del consumatore tramite gli alimenti deve essere mantenuta quanto più bassa possibile. Queste sostanze possono essere presenti in prodotti alimentari come arachidi, frutta a guscio, granoturco, riso, fichi e altra frutta secca, come anche spezie, oli vegetali grezzi e semi di cacao, a seguito di contaminazioni avvenute prima e dopo la raccolta.

Fonte : Fanpage