Crisi Usa-Iran: nelle carceri innalzato il livello di allerta

Roma resta vigile in merito alla crisi internazionale tra Usa e Iran, che minaccia ripercussioni pesanti sul già fragile equilibrio dell’area del Medioriente. Così il capo del dipartimento amministrazione penitenziaria Francesco Basentini, in una nota, ha scritto alle sedi della Capitale per un “allertamento in ordine alle misure di sicurezza e vigilanza” all’interno delle carceri. 

E’ qui, infatti, che ci possono essere bacini di reclutamento in merito alla “minaccia terroristica di matrice internazionale”. A ciò si aggiungono, come riscontrato più volte dal monitoraggio che viene svolto quotidianamente dagli uomini del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, le condizioni di disagio e vulnerabilità che possono incidere in maniera preponderante su “suggestioni” derivanti dalla propaganda jihadista. Da qui al rischio radicalizzazione, il passo è davvero breve.

Per questo, in considerazione dell’attuale scenario internazionale e della recente crisi dei rapporti fra Stati Uniti e Iran a seguito dell’uccisione del generale Soleimani, il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha inviato una nota ai direttori e ai comandanti degli istituti, ai provveditori e alle sedi centrali e periferiche del Nucleo Investigativo Centrale e del Gruppo Operativo Mobile per elevare il livello di allerta e di sensibilità nei confronti di un possibile innalzamento della minaccia terroristica.

Dalla Questura nuove misure antiterrorismo

In particolare, Basentini ha chiesto di “intensificare l’attività di osservazione volta all’individuazione di eventuali segnali di criticità in ordine a tali fatti”. Massima attenzione dovrà essere riservata a “possibili esternazioni, da parte della popolazione detenuta, di sentimenti anti-occidentali o comunque anti-americani”, che saranno subito segnalate alle competenti articolazioni centrali e territoriali dell’Amministrazione.

I reparti di Polizia Penitenziaria degli istituti innalzeranno inoltre il livello di vigilanza e la sicurezza interna ed esterna di ogni struttura, così come saranno potenziati anche i servizi di traduzione e piantonamento dei detenuti all’esterno delle carceri.

L’attività silenziosa svolta dagli uomini del NIC all’interno degli istituti penitenziari conta numeri che pesano in maniera importante nel contrasto al rischio radicalizzazione: al 31 dicembre scorso, 435 erano i detenuti monitorati per terrorismo internazionale (di cui 52 in regime di alta sicurezza), 69 le espulsioni originate da segnalazioni del Nucleo, 48 le sessioni di analisi operativa presso il Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (CASA).

Ecco il testo completo della missiva: 

Scenario internazionale: uccisione del generale Soleimani e rapporti USA-Iran. Allertamento in ordine alle misure di sicurezza e vigilanza.

A seguito della recente evoluzione degli scenari di politica internazionale che hanno attestato l’acuirsi dei contrasti tra gli Stati Uniti e l’Iran, si invitano le SS.LL., ognuno nell’ambito delle rispettive competenze, a sensibilizzare tutto il personale, affinchè sia intensificata l’attività di osservazione volta all’individuazione di eventuali segnali di criticità in ordine a tali fatti.
 
In particolare, si chiede di prestare la massima attenzione a possibili esternazioni, da parte della popolazione detenuta, di sentimenti antioccidentali o comunque anti – americani inserendo tempestivamente le segnalazioni nell’ applicativo “Eventi Critici” e trasmettendo successivamente una dettagliata relazione alle articolazioni centrali e territoriali dell’ Amministrazione (Direzione Generale dei Detenuti e Trattamento, Provveditorato Regionale, Nucleo Investigativo Centrale e Regionale).

Si invitano, altresì, le SS.LL. a potenziare sia i servizi di vigilanza e sicurezza interni ed esterni dei rispettivi istituti di pena, sia quelli di Traduzione e Piantonamento, non trascurando alcun segnale di pericolo.

Fonte : Roma Today