Ecco Toi 700 d, l’esopianeta simile alla Terra a “soli” 100 anni luce da noi

Il telescopio spaziale Tess della Nasa ha scoperto il suo primo esopianeta di dimensioni simili alla Terra nella zona abitabile della sua stella. Potrebbe avere acqua liquida

(immagine: Goddard Space Flight Center/Nasa)

A soli 100 anni luce da noi, attorno alla stella Toi 700, orbita una sorella della Terra, un pianeta di dimensioni simili al nostro che ricade all’interno della zona abitabile del suo sistema, e che dunque potrebbe avere acqua liquida. A scovarlo è stato Tess, il nuovo telescopio spaziale della Nasa che segna così il suo primo successo. Toi 700 d – così si chiama il nuovo esopianeta – è stato presentato (insieme ad altri due pianeti del suo sistema) a Honolulu al convegno della Società astronomica americana da un team dell’università di Chicago. Ma, data la partecipazione di Giovanni Covone e Luca Cacciapuoti dell’università Federico II di Napoli, nella ricerca c’è anche un po’ di Italia.

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La scoperta

Come sottolineato da Paul Hertz, direttore della divisione di astrofisica presso il quartier generale della Nasa a Washington, “ Tess è stato progettato e lanciato appositamente per trovare pianeti delle dimensioni della Terra in orbita attorno alle stelle vicine”. Il telescopio monitora per 27 giorni consecutivi un settore del cielo, registrando la luminosità delle stelle vicine: se si verificano variazioni nella luce emessa è possibile che davanti alla stella sia transitato un pianeta. A quel punto bisogna verificare.

Così è stato per la stella nana Toi 700, che dista circa 100 anni luce da noi ma è più piccola e più fredda del nostro Sole (circa il 40% della sua massa e delle sue dimensioni, con la metà della temperatura superficiale). Durante il suo primo anno di missione Tess ha osservato 13 settori del cielo e Toi 700 appare in 11 di essi: gli scienziati hanno così avuto modo di registrare diversi transiti.

L’effettiva esistenza di un sistema costituito da ben tre pianeti intorno a Toi 700 è stata confermata dalle osservazioni del telescopio Spitzer della Nasa, dal gruppo coordinato da Joseph Rodriguez, del Centro americano Harvard-Smithsonian.

L’esopianeta più interno è Toi 700 b, le cui dimensioni sono quasi identiche a quelle della Terra, probabilmente è roccioso e completa un giro intorno alla sua stella ogni 10 giorni. Un po’ più esterno c’è Toi 700 c, che è più grande (2,6 volte la Terra) e con un periodo di rivoluzione più lungo (16 giorni), ma con molta probabilità è un pianeta gassoso. Infine, il più esterno ma dentro la zona abitabile del sistema, c’è Toi 700 d.

esopianeta(immagine: Nasa)

Simili ma non troppo

Toi 700 d è circa il 20% più grande del nostro pianeta, probabilmente è roccioso e il suo anno dura 37 giorni. Riceve dalla sua stella l’86% dell’energia che il Sole fornisce alla Terra, quindi le sue temperature superficiali dovrebbero essere miti. Inoltre la stella Toi 700 è particolarmente tranquilla (non si sono osservate eruzioni solari) e gli esperti ritengono che per queste ragioni Toi 700 d potrebbe essere un esopianeta abitabile, dove potrebbe trovarsi acqua liquida.

Tuttavia (così come Toi 700 b e Toi 700 c) Toi 700 d mostra sempre la stessa faccia alla sua stella, il che significa che non esiste alternanza giorno/notte. Ciò non è per forza un limite alla possibilità di ospitare la vita, ha dichiarato all’Ansa Giovanni Covone, astrofisico dell’università Federico II di Napoli e associato dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), ma “bisogna vedere che tipo di vita si potrebbe formare su un pianeta senza l’alternanza di giorno e notte”, ha chiarito. “Per questo Toi 700 d sarà un bel laboratorio per l’astrobiologia”.

Modelli ambientali

In uno dei tre articoli che descrivono la scoperta e che sono ancora in fase di revisione, il team di scienziati di Gabrielle Englemann-Suissa della Universities Space Research Association ha presentato 20 potenziali ambienti che potrebbero presentarsi su Toi 700 d, compatibili con l’abitabilità e con le (ancora poche) informazioni disponibili sul nuovo pianeta extrasolare.

Tanto per rendere l’idea, in uno dei modelli Toi 700 d è completamente ricoperto dalle acque, ha un’atmosfera densa ricca di anidride carbonica e le nuvole sovrastano il lato illuminato dalla stella; in un altro invece c’è solo terra, nessuna nuvola e venti soffiano dalla faccia immersa nell’eterna notte.

“Sono due ipotesi alternative su cui è difficile scommettere”, ha commentato Covone. “Ma simulazioni come queste sono utili per capire cosa dobbiamo aspettarci quando andremo a osservare il pianeta in modo diretto”.

Fonte : Wired