È stato risolto un altro mistero delle opere di Leonardo da Vinci

Un team di ricercatori dell’Università della California di Irvine ha scoperto che in un dipinto di Leonardo, il Salvator Mundi, la sfera di vetro che Cristo tiene in mano non è solida bensì cava

Una sfera di vetro che non riflette e non rifrange la luce. Ma perché? È questo uno dei più grandi misteri, finora rimasti irrisolti, che avvolgono il dipinto a olio del Salvador Mundi (datato al 1499) di Leonardo da Vinci, di cui si sono appena concluse le celebrazioni per i 500 anni della morte. Ma ora a provare a risolvere l’enigma del dipinto più costoso del mondo, acquistato da Christie’s per ben 450milioni di dollari, è stato un team di ricercatori dell’università della California di Irvine, secondo cui la sfera di vetro che Cristo tiene nella sua mano sinistra avrebbe curiose proprietà ottiche perché cava, ed è proprio per questo motivo che non riflette la luce come ci si dovrebbe aspettare. Lo studio è stato appena pubblicato sulla rivista pre-print ArXiv.org.

L’idea che la sfera non fosse solida, bensì cava era stata già avanzata in precedenza da alcuni esperti e storici dell’arte. Ma ora, il team di ricercatori guidati da Marco Liang è riuscito a dimostrarlo scientificamente, servendosi di un avanzato sistema di modellazione 3D. “I nostri esperimenti dimostrano che un rendering (una tecnica di computer grafica, ndr) otticamente accurato qualitativamente corrispondente a quello del dipinto è effettivamente possibile utilizzando materiali, fonti di luce e conoscenze scientifiche disponibili per Leonardo da Vinci intorno al 1500”, scrivono i ricercatori nel loro articolo.

sfera(foto: Laing et al., arXiv.org, 2019)

Usando un innovativo software di computer grafica, gli scienziati sono stati in grado di ricreare virtualmente ciò che Da Vinci ha dipinto centinaia di anni fa. E sulla base dei loro calcoli hanno scoperto che la sfera cava ha un raggio di 6,8 centimetri, uno spessore di soli 1,3 millimetri e che era 25 centimetri distante dal corpo del Salvador Mundi. Allo stesso tempo, hanno stimato che il punto di vista dell’artista era a circa 90 centimetri di distanza dal soggetto. Le ombre nel dipinto, aggiungono i ricercatori, suggeriscono una forte fonte di luce dall’alto, così come una luce diffusa più generale.

Un ruolo particolarmente importante nell’analisi è stato quello delle vesti di Cristo, mostrate dietro la sfera, che non risultano né distorte né ingrandite. In particolare, quattro delle pieghe dell’abito che passano dietro la sfera hanno una disposizione a ventaglio che converge al centro della sfera (e ciò potrebbe far pensare a una sfera solida), ma la quinta piega non segue questo schema: passa nella sfera e non viene distorta, dimostrando che Leonardo avesse una solida conoscenza di come una sfera cava distorce le linee rette (in effetti è noto che l’autore studiava le proprietà dell’ottica in quegli anni). In altre parole, la maggior parte delle pieghe non è né ingrandita né invertita, come ci si potrebbe aspettare invece da una lente convessa. “Questa analisi suggerisce che Leonardo avesse compreso le proprietà ottiche delle sfere cave”, concludono i ricercatori.

Fonte : Wired