Nascono le prime comuni di influencer di TikTok

Negli Stati Uniti, soprattutto a Los Angeles, stanno spuntando le prime “collab houses” che riuniscono gli influencer di TikTok sotto lo stesso tetto, per creare contenuti insieme. E pare che la formula stia funzionando

Screenshot da TikTok di alcuni degli animatori della Hype House

Negli Stati Uniti i creatori di contenuti che hanno ottenuto più successo su TikTok – da qui in avanti: tiktoker – stanno iniziando ad andare a vivere assieme e, seguendo l’esempio dei colleghi youtuber, creare contenuti per il social network full time, come se fosse un lavoro (e lo è, obietteranno in molti, visto che i content creator sono spesso al centro di accordi commerciali).

Se nell’epoca d’oro di YouTube, gradualmente le star del portale video di Google hanno deciso di riunirsi sotto uno stesso tetto per massimizzare la loro resa di contenuti, con l’avvento di TikTok e la sua crescente popolarità tra i più giovani, i tiktoker più famosi hanno scelto di seguire le orme degli influencer che furono. Il New York Times ha dedicato un ampio reportage al fenomeno prendendo ad esempio Hype House, una villa con piscina in una strada privata su una delle colline di Los Angeles che da dicembre ospita un gruppo di 19 tiktoker.

@daisykeech

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I tiktoker, tutti già molto popolari e seguiti sull’app, vivono e lavorano nella Hype House da meno di una settimana e mezzo: ma su TikTok, i post con l’hashtag #HypeHouse hanno già ottenuto più di 100 milioni di visite, mentre l’account ufficiale della casa (sì, esiste) ha già più di 4,4 milioni di follower.

Tra i tiktoker che abitano la casa ci sono Lilhuddy, 17 anni e 8 milioni di follower, e Charli D’Amelio, 15 anni e 16,4 milioni di follower, che grazie all’idea del primo – in combutta con Thomas Petrou, altro nome celebre del social network – nel giro di due settimane hanno affittato la villa e scelto il nome tramite votazione sui loro profili – ovviamente –ribattezzandola Hype House.

Tra i loro coinquilini ci sono anche Alex Warren, 19 anni e 2,7 milioni di follower, Dasy Keech, 20 anni e 1,1 milioni di follower e Kouvs Annon, 19 anni e 1,1 milioni di follower. A dirla tutta, però, di questi tiktoker solo 4, i più grandi d’età, abitano a tempo pieno nella casa: gli altri si alternano tra scuola e famiglia, usando la villa come bizzarro luogo di lavoro.

Il fenomeno che vede degli influencer vivere sotto lo stesso tetto in una Collab House è una cosa già vista, si diceva: la O2L Mansion degli youtuber risale al 2014, e l’anno seguente un condominio al 1600 di Vine Street a Hollywood aveva ospitato alcuni utenti celebri del compianto Vine.

La Hype House potrebbe dare la stura alla creazione di altre comuni simili nel territorio losangeleno (dove si trova la sede americana di TikTok): alcuni tiktoker di origine afroamericana hanno proposto di creare nella stessa metropoli una Melanin Mansion, una sorta di casa virata sul black pride. E altre talent agency, come la TalentX Entertainment, stanno aprendo le loro strutture per i talenti dei video di TikTok.

Ma che benificio trae un influencer da una casa in condivisione? Beh, ce ne sono diversi: anzitutto, unendosi in una sorta di all-star del social network riescono ad ampliare i rispettivi pubblici. E poi c’è un mutuo vantaggio sul piano psicologico: spesso questi influencer sono ragazzini giovanissimi, colti alla sprovvista dalla fama, e condividere i loro dubbi e paure non può che giovare al loro benessere.

Ciò detto, non tutte le case possono diventare una comune di tiktoker: c’è un estremo bisogno di privacy per i suoi residenti, e naturalmente deve trattarsi di spazi con la luce giusta, e dov’è legale fare riprese (in molti Airbnb a Los Angeles non lo è, ad esempio).

Fonte : Wired