Sfruttavano migranti facendoli lavorare in nero e prostituire: sgominata rete di caporali

Immigranti africani durante la raccolta delle arance a Rosarno (RC), in una immagine d’archivio Ansa (foto Franco Cufari/Dba)

Extracomunitari sfruttati nei campi come braccianti agricoli, le donne costrette a prostituirsi. Una vasta operazione dei carabinieri di Reggio Calabria, coordinata dalla Procura di Palmi, ha sgominato una rete cittadini di origine centrafricana all’epoca dei fatti domiciliati nella baraccopoli di San Ferdinando e del Comune di Rosarno, in concorso con i titolari di aziende agricole e cooperative che operano nel settore della raccolta e della vendita di agrumi nella Piana di Gioia Tauro.

Secondo le accuse, la “banda” era dedita ad attività di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai danni di braccianti agricoli extracomunitari, oltre a ulterior reati come il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione di donne africane.

Il procuratore di Palmi Ottavio Sferlazza ha registrato “l’assenza di scelte politiche che dovrebbero risolvere e prevenire questi fenomeni assicurando a questa gente condizioni di vita dignitose che potrebbero esporli a minori pericoli”.

Fonte : Today