Le città d’arte delle Fiandre celebrano il grande van Eyck 

Se la magnifica Gent è la padrona di casa indiscussa dell’anno di van Eyck, anche le altre città d’arte fiamminghe hanno molto da dire. Il pittore fu infatti la punta di diamante di un momento storico e artistico che lasciò una preziosissima traccia in tutte le Fiandre.

Bruges – Come anche a  Bruges, dove Jan Van Eyck si trasferì nel 1432 al seguito di Filippo il Buono, illuminato Duca di Borgogna, del quale era pittore ufficiale. Qui visse e morì. Molti sono i luoghi del centro storico che lo ricordano ancora oggi: il Prinsenhof (all’epoca residenza della Casata di Borgogna), da cui partiva per le sue missioni diplomatiche, la Cattedrale di San Salvatore, con il coro da lui stesso progettato, fino ai resti della Sint-Donaaskathedraal sotto la piazza Burg, dove è sepolto. Ma la vera tappa imprescindibile sono i capolavori custoditi nel Museo Groeninge: Madonna del Canonico Van der Paele (1436) e Ritratto di Margherita van Eyck (1439).

Tre mostre per van Eyck – Oltre ad essere l’occasione per riscoprire il patrimonio permanente della città patrimonio Unesco, il 2020 sarà cadenzato da 3 mostre temporanee legate al Maestro Fiammingo: Jan Van Eyck in Bruges (12 marzo -12 luglio, Groeninge Museum); Memling Now (4 aprile – 6 settembre, Sintjanshospitaal); Heaven in a nutshell (1 ottobre 2020 -1 febbario 2021, Groeninge Museum). La sua influenza sui pittori a lui contemporanei, anche stranieri, fu fondamentale, incluso il suo illustre concittadino Hans Memling, le cui opere si possono ammirare nel Sint-Janshospitaal – Memling Museum. 

Van Eyck a Gent –  Ma è Gent sotto i riflettori, complice l’emozione per la fine del restauro del capolavoro assoluto di van Eyck, il Polittico dell’Agnello Mistico che, nell’ottobre del 2020, troverà una nuova ubicazione all’interno della Cattedrale di San Bavone – Sint-Baafs, dove aprirà anche un nuovo Visitor Centre. Eccezionale il fatto che nel 2020 il Polittico (pale esterne), insieme a circa la metà delle opere di Jan Van Eyck, sarà protagonista della mostra Van Eyck An Optical Revolution in programma dal 1° febbraio al 30 aprile al MSK – Museo di Belle Arti di Gent.

Mechelen – La città di Mechelen fu di fatto a capitale dell’impero dei Borgogna. Il palazzo rinascimentale Hof van Busleyden, residenza dell’umanista e mecenate Hieronymus van Busleyden, era frequentato dai più grandi artisti, scienziati, umanisti e personaggi politici dell’epoca. Oggi è un  museo che mostra l’eredità di quel glorioso periodo in tutte le sue forme, dall’architettura alle opere esposte. 

Lovanio – C’è anche la bella  Lovanio, città universitaria e di grande fermento intellettuale, la tappa d’obbligo è la Chiesa di San Pietro. Qui nel 2020, terminati i lavori di restauro della chiesa, si potrà tornare ad ammirare L’Ultima Cena di Dieric Bouts, capolavoro del pittore del silenzio, custodito nel luogo originario per il quale fu dipinto. È prevista per il 7 marzo la riapertura di questo luogo sacro, dove i visitatori potranno essere condotti, anche attraverso la realtà aumentata, alla scoperta della chiesa stessa e delle opere dei Primitivi Fiamminghi qui custodite.

Bruxelles – Anche nella capitale Bruxelles le tracce dell’eredità borgognona sono evidenti. Nel 2020 è in programma l’apertura del nuovo museo De Librije, nella cinquecentesca Nassau Chapel, all’interno della Royal Library (KRB). La splendida e ottimamente conservata collezione di manoscritti appartenente ai Duchi di Borgogna è considerata una delle eccellenze dell’arte della miniatura del nord Europa. I manoscritti, risalenti al XIV – XV secolo raccontano un’epoca di grande splendore e di talento artistico.

Per maggiori informazioni: www.visitflanders.com
 

Fonte : TgCom