Panevin, troppi roghi all’Epifania: scatta allerta polveri sottili in Veneto, stop alle auto

È polemica in Veneto dove i tradizionali roghi dell’Epifania, i cosiddetti Panevin, hanno fatto scattare l’emergenza polveri sottili a causa dei picchi scatenati dagli incendi in occasioni della serata del 5 gennaio. Dalla provincia di Treviso a quella di Venezia passando per quella di Padova, infatti, i Panevin bruciati in grande quantità sia nei borghi che nelle cittadine hanno complicato una situazione dell’aria già fortemente compromessa dall’inquinamento urbano. Una situazione che ha spinto l’ente regionale per l’ambiente Arpav a decretare immediatamente lo stop anche dei veicoli privati a diesel euro 4 in aggiunta a quelli più datati per cui è già in vigore il divieto.

Nel Veneziano, tra le 20 e le 22 di domenica, si sono raggiunti picchi elevatissimi di Pm10 ma il record c’è stato dopo la mezzanotte quando hanno sfondato quota 100. A Treviso addirittura il picco è stato di 445 microgrammi di Pm10 registrato nella centralina Arpav a mezzanotte. Già alla vigilia degli appuntamenti, in vista di polemiche e allerte, diversi comuni aveva cercato di limitarne numero e altezze dei roghi ma l’effetto non è stato quello sperato anche perché ogni località ha voluto il suo evento. Del resto la popolazione non intende rinunciare a un appuntamento considerato cuore delle tradizioni locali e nessuno degli amministratori, sia a livello comunale che regionale, si sognerebbe di imporre uno stop alla pratica. A peggiorare la situazione anche i tanti Panevin a iniziativa privata che in teoria erano vietati ma sono andati in scena comunque.

Il risultato è l’allerta arancione fino a giovedì con lo stop ai motocicli e ciclomotori euro 0 a due tempi, i veicoli privati a benzina euro 0 e 1 e i diesel euro 0, 1, 2, 3 e 4 i veicoli commerciali diesel euro 0, 1, 2 e 3. Stop anche a i riscaldamenti a pellet di classe inferiore alle tre stelle. Le previsioni meteo purtroppo non sono incoraggianti e si teme che, in mancanza di ricircolo di aria che faccia abbassare i livelli, l’allerta possa diventare rossa con tutte le conseguenze per circolazione e salute dei cittadini. “Le condizioni stabili, poco ventilate e con crescenti inversioni termiche, fanno sì che vi sia un limitato rimescolamento delle masse d’aria. Le emissioni delle attività umane restano intrappolate in poche decine di metri sopra il suolo incrementando i livelli di inquinamento” spigano infatti dall’Arpav.

Fonte : Fanpage