Polimoda inaugura una nuova sede alla Manifattura Tabacchi di Firenze

Dopo l’apertura di una sede temporanea nell’ottobre dello scorso anno, in occasione di Pitti Immagine Uomo 97, tornano a popolarsi di giovani creativi e studenti  gli spazi monumentali della Manifattura Tabacchi di Firenze. Con una conferenza stampa a cui hanno partecipato il direttore del Polimoda Danilo Venturi, la vicedirettore Tiziana Marchi, l’assessore alla Cultura del Comune di Firenze Tommaso Sacchi, l’architetto Luca Baldini e Giovanni Manfredi della società Aermont Capital che detiene l’immobile insieme a Cassa Depositi e Prestiti, si riaprono le porte dell’edificio dell’orologio della Manifattura Tabacchi di Firenze, nuova terza sede dell’istituto al fianco di Villa Favard e del Design Lab. Con l’inizio delle lezioni si completa il progetto di recupero e trasformazione dell’edificio, il primo di uno tra i più ambiziosi progetti di rigenerazione urbana in Italia. Come per il trasferimento di Central Saint Martins dalla storica sede di Soho al nuovo complesso ristrutturato nel cuore di King’s Cross, Polimoda diviene protagonista di un importante piano di recupero e riqualificazione in chiave urbanistica, sociale e culturale di un’intera area della città. “Polimoda apre il 2020 con il primo giorno di scuola in Manifattura  – sottolinea Danilo Venturi – è un regalo che facciamo ai nostri 2.300 studenti, un gruppo di giovani che proviene da 70 diverse nazioni, iper connesso e in cerca di un futuro autentico. È quindi anche un regalo che facciamo a Firenze, perché questa città possa dare vita ad un nuovo Rinascimento in cui la dimestichezza con la tecnologia, il livello di istruzione e la creatività sono le nuove monete di scambio”.  La terza sede di Polimoda si sviluppa su 6.700 metri quadrati e quattro livelli, oltre a un piano interrato e a una terrazza panoramica a 360° che affaccia su Firenze. Grazie ad un recupero di carattere conservativo e a una riorganizzazione ad hoc degli spazi accoglie laboratori di confezione, maglieria, studi fotografici, laboratori informatici, oltre ad aule di disegno e di teoria e a un’aula magna da 250 posti, per accogliere un totale di circa 800 studenti provenienti da tutto il mondo, oltre a personale docente e staff. Polimoda si contraddistingue per il respiro internazionale e la forte connessione con l’industria, grazie partner e mentor prestigiosi – tra gli ultimi Missoni per Knitwear Design, Lola Young per Sustainable Fashion e Lisa Lang per Digital Fashion, ma anche altre eccellenze della formazione come Parsons e FIT – a docenti provenienti dal settore e ad un approccio pratico alla formazione. Una visione che si riflette e rende unica la nuova sede, che consentirà agli studenti di seguire a scuola ogni passaggio nella realizzazione di collezioni e progetti di moda, dai corsi di fashion design a quelli di art direction. Tra questi, gli studenti all’ultimo anno che lavoreranno alle loro collezioni e progetti finali in vista del proprio debutto il prossimo giugno, durante la nuova edizione di Pitti Uomo. La nuova struttura Polimoda è infatti attrezzata con strumentazioni professionali di ultima generazione, per permettere agli studenti di operare in un ambiente che riproduce fedelmente la realtà dell’industria: 12 laboratori, 10 di confezione e 2 di maglieria, e un intero piano open space dedicato alla confezione e allo studio delle collezioni degli studenti dell’ultimo anno, equipaggiati con macchine piane, taglia e cuci e macchine specifiche per le lavorazioni sartoriali, oltre a piani stiro in ogni laboratorio, telai per la maglieria, rimagliatrici e manichini sartoriali di diverse taglie e tipologie. Il primo piano dell’edificio è invece dedicato ai laboratori informatici, equipaggiati con 200 computer, tavolette grafiche, strumentazioni e software utilizzati in ambito moda, per realizzare un laboratorio di design moderno e in linea con gli standard professionali del settore, oltre a uno studio fotografico e di registrazione che favoriranno lo sviluppo dei corsi di fashion styling, art direction e comunicazione. Infine, uno shop specializzato mette a disposizione degli studenti tutti i materiali e gli strumenti del mestiere. Tutti gli ambienti sono stati concepiti per favorire il lavoro in team, con grandi laboratori pensati per accogliere gruppi di studio e di lavoro multidisciplinari. La paternità del progetto architettonico dell’edificio Polimoda è di Concrete Architectural Associates, in collaborazione con Q-bic, lo studio d’architettura fiorentino fondato da Luca e Marco Baldini che ne ha curato l’esecuzione. Il progetto ha puntato sul recupero degli spazi in chiave fortemente contemporanea e sulla configurazione di aree funzionali alla didattica e alla pratica. L’architettura originale dell’edificio è stata valorizzata, preservando il fascino industriale e il carattere unico di Manifattura, un luogo dove la raffinatezza dell’architettura razionalista italiana di inizio ‘900, dona le forme ad un’azienda manifatturiera. Nel dare nuova vita all’edificio di Polimoda sono state conservate le proporzioni architettoniche e si sono riutilizzati elementi caratterizzanti, come i grandi infissi interni.  L’apertura di Polimoda in Manifattura Tabacchi è il primo atto di un più ampio progetto di rigenerazione urbana che ha l’obiettivo di restituire alla città un’area strategica per dimensione e posizione, attraverso il recupero degli edifici industriali per un totale di circa 100.000 mq e la loro riconversione funzionale. Un progetto che parte in primo luogo dalle persone, e quindi dagli studenti e dai loro bisogni, nella ricerca di soluzioni che permettano l’espressione della creatività, la condivisione dell’esperienza e la connessione con il territorio ricchissimo di risorse in termini di tradizione e industria manifatturiera, avviato nel 2016 da una joint venture costituita dalla società immobiliare del Gruppo Cassa depositi e prestiti e dal fondo di investimento PW Real Estate III LP che fa capo a Aermont, al suo primo progetto in Italia, con l’obiettivo di dar vita a un nuovo quartiere per la città di Firenze e a un centro per la cultura contemporanea, l’arte e la moda, complementare al centro storico, accessibile da tutti e connesso con il mondo. Col progredire dei lavori, il cui completamento è previsto entro il 2023, gli studenti di Polimoda e i fiorentini potranno progressivamente fruire di numerosi servizi e spazi comuni nell’ambito di un nuovo programma funzionale che prevede spazi per la formazione, co-working, co-living, concept store, atelier, laboratori, residenze, spazi espositivi e aree verdi: un luogo dove creatività, moda, arte e artigianato contemporaneo possono dare vita ad una destinazione unica nel suo genere, attraente per la comunità internazionale di professionisti e creativi interessati a lavorare e a vivere a Firenze

LA STORIA DELLA MANIFATTURA TABACCHI

Il tabacco arriva nel Granducato di Toscana nella seconda metà del XVI secolo per uso medicinale e si trasforma brevemente in diletto, tanto da rendere necessaria la costruzione di manifatture che potessero “industrializzarne” la foglia per ottenere quel prodotto di consumo tanto richiesto fra la popolazione. Il Granducato, intuendone tutti i vantaggi commerciali e politici, si dedica così a quest’attività di monopolio con un primo impianto a Poggibonsi, per arrivare successivamente nella città di Firenze direttamente dentro le mura, prima nel convento di Santa Caterina e poi, agli inizi dell’Ottocento, nei locali di Sant’Orsola con il supporto di una nuova manifattura nel Torrino di Santa Rosa per la produzione dei sigari di pregio. Nei decenni successivi il numero degli operai impiegati nelle due strutture cresce in maniera rilevante. Con il trasferimento della capitale da Firenze a Roma, nel 1870, la città riversa in una grave crisi,ma il gusto per il tabacco sembra non conoscere restringimenti, aumentando sempre di più la resa alle casse dello Stato. Di lì a pochi anni si fa sempre più necessario un nuovo ampliamento degli ambienti fiorentini destinati alla lavorazione del tabacco. Il grande cambiamento arriva a livello gestionale tra il 1927 e il 1928, quando la società si trasforma in un’azienda produttiva autonoma di proprietà statale, incaricata della produzione e della vendita del prodotto finito. Arriva così nella città di Firenze la volontà di attrezzare delle strutture più adeguate quando, nel 1924, il nuovo piano regolatore punta ad un’espansione omnidirezionale dove trova posto, oltre a numerose altre opere strategiche fra cui la stazione di Santa Maria Novella,la nuova Manifattura Tabacchi prospicente al Parco delle Cascine. Così dai primi espropri prende avvio quel processo che si concluderà, almeno nella sua prima fase, con l’inaugurazione del 1940. Manifattura Tabacchi confina con il torrente Mugnone a nord, il fosso Macinante a sud e Via delle Cascine a est. Ufficialmente la paternità del progetto è dei tecnici del Monopolio, ma l’eleganza e la modernità delle linee architettoniche ha fatto ipotizzare la mano dell’Ing. Pier Luigi Nervi, titolare dell’impresa di costruzioni che lo realizzò tra il 1933 e il 1940, nonché geniale progettista dello Stadio comunale di Firenze. L’imponente complesso, situato a ovest del centro di Firenze, si compone tutt’oggi di sedici edifici in stile razionalista, elegantemente disposti su circa 100.000 mq di superficie per una cubaturadi410.000 metri cubici, a creare una varietà di piazze, strade e passaggi. La realizzazione di Manifattura Tabacchi a Firenze si pone in relazione con il contesto del razionalismo italiano in architettura del primo dopoguerra caratterizzato dalla ricerca di modernità e dinamicità, spesso declinate in austera semplicità delle forme- da strutture portanti in cemento armato, ferro e vetro – che assecondano la loro vocazione funzionale. Lo schema organizzativo originario della Manifattura si articolava in tre aree principali. Nella zona ovest dell’area si trovavano gli edifici destinati a magazzini dei materiali greggi. Al centro, erano ubicati i due edifici adibiti alle lavorazioni che si sviluppavano in est – ovest, in  posizione simmetrica rispetto all’officina a formare una U con l’edificio dei servizi generali -l’attuale nuova sede Polimoda. A est, attestato su via delle Cascine, si erge il grande corpo curvilineo che ospitava gli uffici, la direzione, le “sale di maternità per le maestranze femminili” e l’alloggio del direttore. Al centro dell’edificio,secondo uno schema rigidamente simmetrico, si apriva l’ingresso monumentale all’intero complesso. Nel 1999 tutto il complesso passa di proprietà all’Ente Tabacchi Italiani, che ne decide la dismissione. La manifattura cessa di operare il 16 marzo 2001, dopo aver dato lavoro a oltre 1.400 dipendenti.

Fonte : Affari Italiani