Decreti Sicurezza, Salvini: “Se il Pd li modifica pronti a indire referendum su immigrazione”

“Se il Pd vuole modificare i Decreti Sicurezza, togliendo poteri a Sindaci e Forze dell’Ordine, e facendo ripartire il business legato all’immigrazione clandestina, siamo pronti a raccogliere un milione di firme degli Italiani per indire un referendum su sicurezza e immigrazione”, lo ha annunciato il segretario della Lega Matteo Salvini.

La revisione dei due decreti Salvini in tema di migranti e sicurezza è in effetti uno dei temi caldo che saranno al centro della verifica di governo per il rilancio dell’agenda programmatica. Che la modifica dei due provvedimenti approvati dallo scorso governo gialloverde e voluti da Matteo Salvini, quando era alla guida del Viminbale, venga considerata uno snodo cruciale per i dem non è un mistero, tanto che lo stesso segretario Nicola Zingaretti, poco prima di Natale, aveva ricordato: “Sui decreti Sicurezza vanno assunti i rilievi del presidente della Repubblica, è indecente che chi salva una vita umana debba pagare una multa”.

L’attuale titolare del Viminale, Luciana Lamorgese, nei mesi scorsi, durante un’audizione in Parlamento, aveva assicurato che i testi erano praticamente pronti. Oggi, il suo vice, il dem Matteo Mauri, intervenuto su ‘la Repubblica’ ha ribadito che si sta lavorando a una “revisione consistente”. E il presidente Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa di fine anno, ha detto che i decreti Salvini “vanno depurati da condizioni che io stesso ritengo inaccettabili. Senza quelle norme – ha però aggiunto – il decreto chiarisce le competenze e un concetto di sovranità marittima che non era ben chiaro”.

Il Pd, con una proposta di legge a prima firma della deputata Giuditta Pini, vuole muoversi in autonomia dall’esecutivo, smontando il primo decreto Sicurezza e il decreto Sicurezza bis, chiedendo di abrogare le parti più controverse. Presentata lo scorso 24 ottobre, la proposta di legge è stata assegnata il 22 dicembre alla commissione Affari costituzionali di Montecitorio, in sede referente. Ma il cammino sembra essere ancora lungo. La commissione, infatti, almeno per le prossime due settimane sarà impegnata, in congiunta con la Bilancio, con l’esame del decreto Milleproroghe. Al centro dei lavori della commissione c’è poi la proposta sul conflitto di interessi, tema su cui punta il Movimento Cinque Stelle.

Fonte : Fanpage